E così vorresti fare lo scrittore?

Letture e Poesie del 05-02-2017
di Francesco Germani

E così vorresti fare lo scrittore?

E così vorresti fare lo scrittore?

Se non ti esplode dentro

a dispetto di tutto,

non farlo

a meno che non ti venga dritto

dal cuore e dalla mente e dalla bocca

e dalle viscere,

non farlo.

se devi startene seduto per ore

a fissare lo schermo del computer

o curvo sulla macchina da scrivere

alla ricerca delle parole,

non farlo.

se lo fai solo per soldi o per fama,

non farlo

se lo fai perchè vuoi

delle donne nel letto,

non farlo.

Se devi startene lì a

scrivere e riscrivere,

non farlo.

se è già una fatica il solo pensiero di farlo,

non farlo.

se stai cercando di scrivere come qualcun

altro,

lascia perdere.

se devi aspettare che ti esca come un

ruggito,

allora aspetta pazientemente.

se non ti esce mai come un ruggito,

fai qualcos'altro

se prima devi leggerlo a tua moglie

o alla tua ragazza o al tuo ragazzo

o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,

non sei pronto.

non essere come tanti scrittori,

non essere come tutte quelle migliaia di

persone che si definiscono scrittori,

non essere monotono o noioso e

pretenzioso, non farti consumare

dall'autocompiacimento

le biblioteche del mondo

hanno sbadigliato

fino ad addormentarsi per tipi come te

non aggiungerti a loro

non farlo

a meno che non ti esca

dall'anima come un razzo,

a meno che lo star fermo

non ti porti alla follia o

al suicidio o all'omicidio,

non farlo

a meno che il sole dentro di te stiab

ruciandoti le viscere,

non farlo.

quando sarà veramente il momento,

e se sei predestinato,

si farà da sè e continuerà finchè tu morirai o

morirà in te.

non c'è altro modo

e non c'è mai stato.

(Charles Bukowski)

Caro Chinaski, se chiunque avesse seguito i tuoi versi alla lettera forse non avremmo montagne di pus nelle librerie, i vari Fabio Volo o Federico Moccia non ci avrebbero ammorbato con pagine inutili e diabetiche.Twilight sarebbe solo "crepuscolo" in inglese, non avremmo romanzi d'amore prolissi che provano a darsi un tono dark e alternativo inserendo vampiri, zombie, lupi mannari come protagonisti. Tanto meglio esagerare allora e raccontare la passione travolgente di una donna-lupo nazista e un vampiro-cyborg proveniente dall'iperspazio che vengono scaraventati nel mesozoico tra T-Rex e Stegosauri (sappiamo benissimo vero che T-Rex e Stegosauri non sono mai esistiti nello stesso periodo storico, e mesozoico è un'era buttata li a caso). Non avremmo una trilogia su una donna repressa che si fa frustare, ammanettare e seviziare da un coglione sessista con i big money che azzarda pronunciare frasi improponibili come "Io non faccio l'amore, io fotto...forte". E non avremmo nemmeno casalinghe represse che si bagnano leggendo questa merda su carta (che almeno fosse igienica), ma poi la sera hanno l'emicrania cronica e maschere di creme che le fan sembrare il killer di Scream. Però mio carissimo Charlie, la tua logica negativa ucciderebbe gli stimoli di qualunque piccolo giovanotto dall'animo creativo, ma con tecnica narrativa ancora rozza e cultura letteraria da liceo. Si ritroverebbe a pensare che forse è un incapace, uno che è meglio vada a fare ingegneria o medicina perché non sarà mai lui il predestinato, ma soprattutto la cosa peggiore è che si convincerebbe a smettere di scrivere o a non iniziare nemmeno. Certo non ti potrei mai chiedere di essere lo Steve Patetico Miserabile Jobs della letteratura, non vorrei mai tu facessi discorsi del cazzo chiusi da motti inutili come "Stay hungry, stay foolish", però invece di sentenziare "non farlo se" avresti potuto incoraggiare "fallo soltanto se". Il concetto probabilmente è lo stesso, ma la semantica è importante. E allora stravolgendo il messaggio, ma tenendo buoni i contenuti, un po' come Jesoo Christo con il vecchio testamento (perdona il mio paragone capellone del cielo, non volevo mancarti di rispetto) vi dico: scrivete. Scrivete quello che sentite, quello che vedete, in ogni forma, poesia in rima e non, piccoli racconti, diari squallidi da terza media, poemi o romanzi. Scrivere è catartico, vi libera, è come essere un pezzo di marmo che si scolpisce da solo; ogni volta che scrivete togliete un pezzo di pietra in più, gli date vita propria, e nel frattempo le vostre forme vengono sempre più definite. Che sia per la felicità e il bisogno di condividerla, per rabbia e necessità di sfogo o per potervi coccolare da soli con parole di miele e auto-indulgenza in momenti di tristezza, scrivete. Poi magari, una volta finita la vostra opera rileggetela, e per dio abbiate la capacità di capire che avete scritto una schifezza e non pubblicatela. Nemmeno su facebook o che so, #teletruriagiovani.

 

#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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