Con il vinile è tutta una altra musica

Musica del 09-05-2017
di Lorenzo Diozzi

Con il vinile è tutta una altra musica

Scegliere il vinile da ascoltare, prendere la custodia dallo scaffale, godere della ampia immagine stampata su di essa, estrarre il disco, soffiarci sopra per mandare via la polvere, posizionarlo sul giradischi, appoggiare la puntina e azionare il movimento rotatorio. Già fino a questo momento il vinile pur non avendo ancora emesso alcun suono ha già permesso di godere di tanti gesti musicali che creano una ottima atmosfera. Dopo questi gesti il disco rotante di cloruro di polivinile mostra ogni suo più intimo solco alla testina fonografica la quale cogliendo ogni vibrazione genera gli impulsi elettrici da amplificare fino a rendere percepibile la musica. Il suono emesso dalle casse non è solo un suono ma l’apice di un perfetto rituale.

Il vinile è un oggetto di culto che non ha perso il suo fascino nemmeno di fronte ai nuovi mezzi di ascolto della musica. Bello da tenere in libreria, da toccare e da collezionare è stato per qualche periodo ritenuto in via di estinzione perché superato da un naturale progredire delle tecnologie musicali. La cassettina, il CD, l’Mp3 e lo streaming hanno rappresentato mezzi di ascolto ben più comodi e precisi del disco in vinile e ancora oggi la maggior parte della musica viene ascoltata grazie ad essi. Tuttavia dal 2016 le percentuali di vendita hanno testimoniato non solo una ripresa delle vendite del disco ma addirittura un primato nel mercato musicale del vinile per il ricavato economico. Quindi di fatto gli strumenti digitali veicolati da streaming e pirateria sono il modo maggiormente usato per ascoltare la musica ma il vinile resta l’oggetto fisico più acquistato. Parlare di un ritorno del vinile non è esatto perché il suo mercato è sempre stato ricco e vivace grazie ad intramontabili appassionati e collezionisti ma decisamente possiamo parlare di un forte ritorno di moda del disco nero. Questa primavera musicale del vinile è rappresentata non solo dalle tante ristampe di dischi storici ma soprattutto dalla scelta di gruppi attuali di rendere disponibile la loro musica anche su questo supporto.

Da sempre sull’utilizzo del vinile si è soliti individuare dei pro e dei contro sfociando in ormai storici luoghi comuni: è delicato, il suono è più caldo, costa troppo, è bello da vedere, ha un suo odore. A mio dire la questione sul fascino del disco  trova il suo nucleo centrale nella sensazione che si prova quando si tocca e si interagisce con esso. Avere un vinile tra le mani fa sentire in collaborazione con l’artista come se si stesse preparando per lui uno strumento musicale, l’ascoltatore diventa parte attiva della musica. Questa emozione non la si prova con gli immateriali file musicali del computer né con le cassette o i CD. Con i file informatici non si prova perché sono uno strumento astratto, quasi non reali, mentre con le cassette e i CD non si prova questa emozione perché per la loro struttura tecnologica non fa venire in mente un oggetto artistico ma un prodotto industriale. Questo fascino è tale da compensare ogni imperfezione del suono e ripagare ogni spesa e di fatto rende il vinile un bene immortale che è diventato un simbolo universale di musica.

Premendo su questo link è possibile vedere un breve video sul processo di realizzazione del disco in vinile. I vari e complessi passaggi fino ad arrivare alla pressa da 100 tonnellate permettono di apprezzare il vinile come oggetto ancor prima di amarlo per il suo contenuto musicale.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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