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Bando periferie, le contraddizioni della Lega e il dilemma di Ghinelli

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Bando periferie, le contraddizioni della Lega e il dilemma di Ghinelli

E' il primo scoglio vero della Giunta Ghinelli. In passato ci sono state delle fibrillazioni che sono state risolte. Ma i fatti di queste ore obbligano gioco forza il sindaco a prendere una posizione chiara. La posta in gioco è alta e sul tavolo ci sono 17 milioni che sono arrivati dalla porta di servizio e rischiano di uscire da quella principale. Tutto nasce dalla contraddizione della Lega di Governo. Quella Lega che a Roma governa con i Cinque Stelle e che in provincia è alleata con le altre forze del centrodestra. Nulla di male, in passato il Psi, anche craxiano, era alleato con la Dc e nelle periferie spesso si lasciava le mani libere. Ma stavolta il quadro supera la politica delle parole e tocca quella dei fatti. Arezzo aveva ottenuto un sostanziale aiuto dal Governo centrale che poteva dare la possibilità di ridisegnare il volto della città e delle sue periferie. Ghinelli, proprio ai nostri microfoni ha ribadito di avere firmato un contratto con il Governo. Ora tutto questo bel castello rischia di andare in frantumi, visto che l'emendamento presentato da due rappresentanti del Carroccio, ha privato gli enti locali interessati, di poter dare mandato ai loro progetti. Un provvedimento che ha visto anche il voto di Tiziana Nisini, neo senatrice leghista, ma anche assessore della Giunta Ghinelli. Morale. il Pd spara a zero e chiede le dimissioni della Nisini. In settori diffusi della maggioranza il nervosismo non sta nelle pelle e soprattutto l'imbarazzo maggiore è nelle fila della Lega, chiamata a fronteggiare una doppia esigenza, sempre  di Governo. Tutto ricade poi sulla Giunta Ghinelli e sul lavoro del sindaco, che non può certo permettersi il lusso di prendere questo treno. Intanto da Roma ci pensa il deputato di Forza italia Mugnai a svegliare tutti con sonori ceffoni. No, non è stato un temporale, quel provvedimento al Senato, rischia di mettere in crisi il centrodestra di governo ad Arezzo e i rapporti tra la Lega e gli altri partiti dello stesso cartello elettorale.