Le buone erbe: i raperonzoli

Natura del 14-05-2017
di Virginia Nistri

Le buone erbe: i raperonzoli

“C'erano una volta un uomo e una donna che già da molto tempo desideravano invano un figlio; finalmente la donna poté sperare che il buon Dio esaudisse il suo desiderio. Sul di dietro della casa c'era una finestrina, da cui si poteva guardare in un bellissimo giardino, pieno di splendidi fiori ed erbaggi; ma era cinto da un alto muro e nessuno osava entrarvi, perché apparteneva ad una maga potentissima e temuta da tutti. Un giorno la donna stava alla finestra e guardava il giardino; e vide un'aiuola dov'erano coltivati i più bei raperonzoli; e apparivano cosi freschi e verdi, che le fecero gola e le venne una gran voglia di mangiarne.” […]

L’uomo per accontentare le voglie della moglie scavalcò la cinta di mura e le portò i raperonzoli tanto desiderati ma, la seconda volta che provò a entrare nel giardino fu sorpreso dalla maga.

“- Come puoi osare, - ella disse facendo gli occhiacci, - di scendere nel mio giardino e di rubarmi i raperonzoli come un ladro? Me la pagherai!”[…]

“- ti permetterò di portar via tutti i raperonzoli che vuoi, ma ad una condizione; devi darmi il bambino che tua moglie metterà al mondo. Sarà trattato bene e io sarò a lui come una madre . Impaurito, l'uomo accettò e quando la moglie partorì, apparve subito la maga, chiamò la bimba Raperonzolo e se la portò via.”[…]

Così inizia Raperonzolo, una delle tante favole scritte dai fratelli Grimm. Chi di noi ragazze da piccola non ha sognato di avere i capelli lunghi come Raperonzolo? E magari di incontrare un principe azzurro con cui vivere felice e contenta? Ma cosa sono questi raperonzoli, tanto buoni da costringere l’uomo ad entrare in un giardino proibito? 

Scopriamolo insieme.

Il raperonzolo è una piccola erba spontanea che si trova nelle nostre campagne, mimetizzata tra le altre erbette. Nel mondo scientifico prende il nome di Campanula rapunculus L. data la forma “ a campana” del fiore e la piccola rapa che si trova nascosta sotto la terra.

Raperonzolo è solo uno dei tanti nomi che gli viene attribuito dalla tradizione, è infatti conosciuta anche come capironzola, erba da radice, naponzoli, puppoline, raponzo e molti altri nomi solo in Toscana.

Rispetto alle altre erbe spontanee, di cui solitamente se ne consuma le foglie, il raperonzolo è una delle piante ricercata soprattutto per la sua radice, dal gusto veramente particolare. Questa è infatti piccola (non supera i dieci centimetri) e carnosa,  fittonata e leggermente ingrossata con un colore biancastro. fuori dal terreno, la pianta è composta da una piccola rosetta costituita da poche foglie, con una forma, inizialmente allungata, che diventa ovoidale nella parte più esterna. In primavera, cresce un lungo fusto eretto dotato di piccole foglie e circondato da tantissimi fiorellini che si trovano su delle piccole diramazioni laterali. I fiori, che sbocciano da maggio a settembre, hanno una tipica forma a campana e sono di un colore lilla tendente all’azzurro pallido.

Come ho già detto, del raperonzolo si usa sia le foglie che la radice. Le prime hanno un retrogusto leggermente amarognolo ma nel complesso molto neutro, la radice invece è la parte più invitante, leggermente piccante cruda, dolciastra da cotta, ha un sapore difficile da associare a verdure conosciute, per questo vi invito fortemente ad assaggiarla in insalate, lessa o in zuppe e minestroni. Prima di cucinarla però, privatela della pellicina esterna che  la avvolge. Oltre ad essere una prelibatezza, la radice è molto indicata nella dieta dei diabetici, contiene infatti uno zucchero, l’inulina, che non innalza il tasso glicemico. Infine possiamo utilizzare i suoi fiori come decorazioni dei piatti.

Non temete, questa favolosa erbetta non cresce solo nei giardini delle maghe cattive, ma basterà uscire appena fuori dalle città e la troverete, in campi incolti, vigneti, oliveti e ciglioni.

E allora, non vi resta che mettere un paio di scarpe comode, armarvi di sacchetto e coltellino e iniziare la ricerca!

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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