La flessibitá dello spazio del mondo del lavoro

Arte del 16-03-2017
di Michela Neri

La flessibitá dello spazio del mondo del lavoro

Oggi le nuove tecnologie stanno portando il mondo del lavoro ad assumere toni di volta in volta più innovativi. Si va riscontrando una sempre minore formalità lavorativa, poiché si tende ad abbattere quelle barriere e quei conflitti spesso causa di una cattiva riuscita aziendale, in favore di una crescente collaborazione e scambio di idee tra le persone. In tutto questo l'Architettura gioca un ruolo fondamentale, modella lo spazio favorendo certi comportamenti piuttosto che altri, apportando un notevole contributo di miglioramento.

Sta maturando una maggiore consapevolezza che il benessere dell'individuo è fondamentale sul luogo di lavoro. Per ottenere una migliore produzione professionale è importante che il lavoratore si trovi in un ambiente stimolante e dotato di ogni tipo di comfort, libero dalla stretta, e spesso opprimente, formalità d'ufficio, di modo che possa sentirsi a suo agio e dar voce alla propria creatività.

Si parla di co-working: cambia il modo di fare lavoro e di conseguenza cambia lo spazio in cui esso cerca di esprimersi quanto più possibile.

I classici uffici dagli ampi vani, costituiti da postazioni singole differenziate e separate, lasciano posto a luminosi Open Space, in cui non si prevede alcuna postazione dedicata, ma ogni persona si muove negli spazi a seconda delle necessità. Diventano luoghi dinamici di piacevole convivenza, ambienti sempre più flessibili e aperti alla collaborazione tra individui. All'interno di una stessa sala possiamo trovare tante persone di ambiti lavorativi diversi che siedono ad un unico grande tavolo, dotato di tutto il necessario per lo svolgimento della propria attività. Non mancano le aree maggiormente private, pensate per impegni che richiedono una particolare concentrazione, o per quei gruppi che volutamente le richiedono. Cabine dal design particolare permettono la privacy di uno Skype professionale. C' è una grande ricerca nell'arredo, piacevolmente moderno, volto a creare uno spazio di lavoro senza monotonia, che stimola inventiva e interazione. In tale contesto troviamo inoltre i luoghi comuni, dove le persone si possono incontrare, fare riunioni informali con monitor a parete o piccoli break tra colleghi. Lo scopo principale di tali spazi è senz'altro la collaborazione, la comunicazione e lo scambio di idee.

Oggi si sta diffondendo tra le aziende anche il metodo dello Smart-working, dove “flessibilità” diventa la parola chiave per il raggiungimento degli obiettivi. Si tratta di un nuovo modo di gestire il proprio tempo, con lo scopo di conciliare le esigenze professionali con quelle personali. In poche parole, la tecnologia ancora una volta permette di andare oltre: i device mobili, come PC portatili, tablet o smartphone, consentono di lavorare anche fuori dalla postazione, sia all’interno che all’esterno della sede aziendale. Alcune imprese hanno introdotto queste forme di flessibilità del luogo di lavoro, mentre altre hanno optato per innovazioni nel layout fisico degli spazi interni, su modello del già citato co-working.

A tal proposito nasce la nuova Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, nel quartiere Porta Volta del capoluogo Milanese. Primo progetto di edificio pubblico italiano firmato dagli svizzeri Herzog & De Meuron, parte dall' esigenza di una riqualificazione urbana e di una maggiore valorizzazione dell'area. L'architetto Jaques Herzog afferma: “Abbiamo progettato gli spazi della nuova Fondazione Feltrinelli come una piattaforma di aggregazione e dibattito culturale, aperta a tutti i milanesi e crediamo che la bellezza dell’architettura sarà un fattore fondamentale per raggiungere questo obiettivo”.

Si crea così uno spazio di cittadinanza, un luogo di partecipazione aperto a tutti in grado di favorire una trasformazione sociale dinamica.

La struttura si erge sul tracciato delle antiche mura spagnole del quindicesimo secolo, riprendendo la semplicità e l'imponente scala delle architetture gotiche milanesi. Con la sua estensione di 188 metri, si ispira al tratto lungo e lineare delle tipiche cascine della campagna lombarda. Scandita da una sequenza di pilastri in cemento a vista e ampie vetrate regolari e sequenziali, la facciata presenta una continuità con la falda inclinata della copertura.

"Questa sede è nata sotto i migliori auspici, adesso si tratta di farne uno spazio di cittadinanza vero, fruito, fruibile, in grado di fare ricerca, sviluppare il pensiero critico. La partecipazione è il motivo per cui abbiamo fatto questo salto nella Fondazione, per andare oltre al narcisismo dei tweet." afferma il presidente della Fondazione.

L'edificio si eleva su cinque piani, culminando con una sala lettura di 180 metri quadrati, luogo dedicato all’attività di studio e ricerca, ma anche a presentazioni, seminari ed eventi. Il terzo e il quarto piano sono dedicati agli uffici della Fondazione e a spazi di co-produzione, ove da febbraio, infatti, ha preso posto il nuovo quartier generale di Microsoft Italia con i suoi uffici. Il primo e secondo piano ospitano la Sala Polifunzionale a doppia altezza, luogo di ritrovo, incontro, scambio tra i cittadini e la cultura nazionale e internazionale. Scendendo al piano terra, ci immettiamo nella splendida libreria Feltrinelli e caffetteria, mentre il piano interrato è destinato ad accogliere il materiale di archivio della Fondazione.

Concentrandoci sugli uffici della Microsoft House, il progetto di interni è volutamente disegnato sulla base del “New World of Work”, il nuovo approccio lavorativo basato sulla flessibilità dei propri lavoratori in vista dello Smart-working, di cui precedentemente accennato.

L’allestimento interno, firmato DEGW, è caratterizzato da spazi funzionali e di nuova tecnologia per massimizzare la collaborazione e favorire la dinamicità professionale. L'ambiente è caldo, accogliente, fatto di materiali naturali come il legno, ove si attribuisce priorità al design italiano degli arredi e dei complementi. L'organizzazione degli spazi di lavoro è fluida e libera. Ci troviamo così in presenza di aree dotate di grandi tavoli in cui ogni lavoratore sceglie autonomamente la propria postazione.

Sono inoltre presenti le Smart Platform, strutture metalliche chiuse da pannelli acustici e dotate di lavagne scorrevoli, volte a fornire una maggior privacy e concentrazione, o ancora le Creative Garden, strutture in legno ornate di piante, usate come luoghi comuni di brainstorming e collaborazione.

I momenti di collettività e di incontro, di scambio di idee e di riunione, vengono fatti all'interno dei Social Hub, spazi ampi e luminosi dal design originale, forniti anche di monitor a parete o lavagne. Non meno importante lo spazio all'ultimo piano, The Loft, che con il suo tavolo riunione da 16 persone, la cucina e la sua area relax informale dona una splendida vista panoramica sulla città.

Non a caso viene definita Microsoft House, casa Microsoft: le sue caratteristiche spaziali e di comfort vogliono assomigliare quanto più possibile ad uno spazio accogliente e intimo come quello della propria dimora, dove il fruitore può sentirsi a proprio agio e di conseguenza può esprimersi a pieno, spronato grazie al contatto diretto con altri lavoratori riesce a dar voce alla propria creatività.

Oggi nelle aziende si riflette su questi nuovi approcci, finalizzati ad una sempre maggiore valorizzazione del benessere dell'individuo nel luogo lavorativo, spesso messo da parte. Uno spazio funzionale moderno e ben pensato riesce ad unire e stimolare le persone che lo vivono con conseguente incremento della produttività.

La tendenza è quella di abbandonare i canoni dell'allestimento formale ufficioso in vista di una maggiore spontaneità e dialogo.

Sarà questa la via del successo?

Se non altro va tenuto presente che una persona più serena al lavoro è una persona più collaborativa e volenterosa di mettere in gioco le proprie capacità, aspetto che forse dovremmo maggiormente considerare per una buona riuscita aziendale, ma anche come riflesso nella vita privata.

 

#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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