Ritorno al mondo vegetale – La Mela, il frutto per eccellenza

di Francesca Antonielli

Ritorno al mondo vegetale – La Mela, il frutto per eccellenza

“Una mela al giorno, leva il medico di torno” forse è il detto più conosciuto e, anche se lo si sottovaluta, uno dei più veritieri grazie alla semplicità e alle molte proprietà di questo perfetto gioiello della natura.
Pianta appartenente alla famiglia delle rosacee, di cui esistono più di duemila specie, i nutrizionisti rilevano che in ogni 100 grammi di prodotto commestibile sono mediamente contenute: circa 85 grammi d’acqua, 0,2 grammi di proteine, 0,1 grammi di grassi, 11 grammi di zuccheri di diverso tipo, tra cui fruttosio, glucosio, e saccarosio, 2 grammi di fibre, per un totale di circa 45-50 calorie, e circa 4 grammi di sali minerali tra cui potassio, zolfo, fosforo, calcio, magnesio, sodio, ferro, oltre a tracce di rame, iodio, zinco manganese, e silicio. La mela e’ ricca anche di vitamine: C, PP, B1; B2, A, e contiene inoltre acido malico (circa 0,6-1,3 grammi). Inoltre nella polpa che nella buccia sono presenti eteri, tannini, alcoli, aldeidi e un elevato numero di terpeni che rende infinitamente vario il profumo e il sapore delle mele. I valori elencati possono variare a seconda del grado di maturazione del frutto e della qualita’, anche perche’ in tutto il mondo oggi si contano piu’ di mille varieta’ di mele. I contenuti di questo frutto sono equilibrati e dal punto di vista nutrizionale completi. Tali propieta’ contribuiscono all’attenzione dedicata alla sua capacita’ di ridare giovinezza ai tessuti, e di mantenere un generale benessere fisico. Facile comprendere perché il detto sia così veritiero, se le si consuma in una dieta equilibrata e già sana.
La mela e’ un frutto originario dell’Asia centrale e occidentale, che si è diffuso in Europa fin dai tempi piu’ antichi e fin dal Neolitico, l'uomo conosceva il melo e ne abbia apprezzato i frutti. Tra le varie testimonianze della vita preistorica si sono trovate mele carbonizzate in siti preistorici svizzeri, austriaci, italiani e svedesi; alcune mele sono state trovate tagliate a meta’ e a quarti, forse a provare l’abitudine di far seccare i frutti per l’inverno fin dai tempi preistorici. Le prime notizie certe a proposito del melo risalgono al XIII secolo a.C., epoca in cui era coltivato in Egitto e in Asia Minore. Sette secoli dopo i testi greci ne parlano diffusamente e successivamente lo citano gli autori latini. Plinio ne descrive trenta varieta’ e racconta che gli  la bravura degli Etruschi negli innesti, prima dei Romani.
Non dimenticando inoltre tutti i valori simbolici che da sempre ha avuto, proprio perché frutto antichissimo. Pensiamo non solo alla tradizione biblica ma soprattutto alla mitologia greca e alla mela che Paride diede alla bellissima Afrodite, che gli aveva promesso l’amore di Elena, scatenando la guerra di Troia, o le mele d’oro che Ercole fu costretto a sottrarre alle Esperidi. Sono passate alla storia anche le mele di Ippomene che distraendo Atalanta, gli permisero di vincerla alla corsa e sposarla. E ancora, nel Medioevo, era frutto spesso utilizzato nei filtri d’amore e si credeva in alberi di melo magici che potessero donare l’eterna giovinezza e durante il sacro romano impero veniva utilizzata come simbolo di potere e per Dante era simbolo di Dio e della sua perfetta creazione. Non sorprende quindi che centinaia siano gli utilizzi che se ne facevano e le ricette che si tramandavano.

E per salutare questa estate che inizia a declinare,lasciandoci in ricordo del suo calore proprio questi succosi pomi dalle diverse sfumature di colore, ecco alcune ricette che si tramandano sin dal medioevo.
Iniziamo con un vero classico, le frittelle di mele, di cui ho ritrovato una ricetta: “Toy le pome e mondalle, poi taia a modo de hostie e fa sugolo de farina con sufran, e mitige uva passa, e miti queste pome in questo sugolo; un po’ le frige con olio zascuna per si, polverizzali zucharo quando eno cocto.” Quindi pronti a fare sottili fette di mele e una pastella con farina acqua e zafferano in cui ammollerete l’uvetta e poi intingerete le mele, che friggerete in olio bollente e servirete con zucchero spolverizzato.

La seconda ricetta povera e antica per celebrare questi frutti è la focaccia di mela panaia, che probabilmente deve il nome di accostare questo frutto al pane o alle ceste del pane dove venivano conservate. Tradizionalmente prevedeva l’uso di uova e latte e miele ma oggi, come di consueto, la renderemo completamente vegetale. Dorate in una teglia delle fette di pane con dell’olio di oliva e a parte prendete una teglia in cui disporrete le fette di pane dorate con sopra fette di mele. Preparate a parte una pastella con del latte di mandorle mescolato a un cucchiaio di farina di riso per ogni bicchiere di latte, malto di orzo o sciroppo di agave a piacere e vaniglia quanto basta; versate l’emulsione sopra il composto di pane e mele e cuocete in forno preriscaldato. Appena sfornato guarnite con granella di frutta secca.

Per chiudere questo percorso attraverso la magica storia dei questo frutto unico, una ricetta che è un classico del nord e del centro italia. Per alcuni si chiama composta di cotogne per altri cotognata, è una meravigliosa e semplice ricetta tradizionale ricca di sapori e aromi e di una naturale dolcezza, e per me di ricordi di infanzia. Il solo profumo per me  un simbolo dell’estate. Da sempre la mela cotogna è conosciuta per i suoi numerosi benefici per tutto l’apparato digerente e viene utilizzata esclusivamente cotta spesso per accompagnare le più svariate pietanza sia dolci che salate, per via del suo sapore dolce e acido assieme che sprigiona diversamente a seconda della cottura. La antica ricetta proposta dai monaci medioevale, i cui conventi erano ricchi di alberi di cotogno, prevede dapprima la bollitura dei frutti (buccia e semi compresi, poichè sono i semi che conferiscono il classico color rosso) in acqua finchè non si disfano, poi passarle al setaccio e farle riposare all’aria aperta per tre giorni; a questo punto si aggiungevano tre parti di miele per ognuna di composto, ma noi useremo lo sciroppo di agave o il malto o lo zucchero integrale e si pone di nuovo a bollire il tutto. A fine cottura si possono aggiungere spezie a piacere come cannella e chiodi di garofano e si stenderà il composto in uno strato di un centimetro e dopo che si sarà asciugato e seccato si taglierà a cubetti.

Ecco soltanto alcuni dei numerosi modi in cui da sempre si può preparare questo meraviglioso frutto che madre Natura ci dona.


Fotografie di Francesca Antonielli e immagine da Google immagini.



*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.             




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