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Martina Rossi, segno sul corpo non compatibili con ipotesi suicidio

Cronaca del
di Barbara Perissi
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Martina Rossi, segno sul corpo non compatibili con ipotesi suicidio

Alcuni segni rilevati sul corpo di Martina Rossi sarebbero incompatibili con l'ipotesi suicidio. Ad affermarlo i medici legali di parte civile. Udienza a porte chiuse questa mattina in Tribunale ad Arezzo per il caso di Martina Rossi, la studentessa genovese morta il 3 agosto 2011 precipitando dal balcone della camera d'albergo che occupavano Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, i due giovani aretini accusati dalla procura di averne causato la morte in conseguenza di un tentativo di stupro. In aula i consulenti di parte civile che hanno dimostrato, attraverso foto giudicate molto crude ( da qui la decisione di chiudere le porte ) come i segni rilevati sul corpo di Martina, dopo la caduta, siano incompatibili con lo scenario del suicidio. I consulenti della famiglia in base a una serie di complessi calcoli cinetici sulla traiettoria, hanno escluso il gesto volontario. Almeno un paio di fratture, al sopracciglio e alla mandibola sembrano incompatibili con l'ipotesi del suicidio. In particolare, quella alla mandibola sembrerebbe il risultato di un impatto specifico non legato al volo di sei piani.

“Fottiti, sul corpo non ci sono segni di violenza di tipo sessuale” lo dice Alessandro Albertoni all'amico Luca Vanneschi in attesa di essere sentiti in procura a Genova. Si tratta delle intercettazioni sbobinate dal perito di parte civile che erano state giudicate incomprensibili dal consulente del tribunale. Le ha fatte ascoltare in aula durante l'udienza di oggi pomeriggio l'avvocato Luca Fanfani che rappresenta i genitori di Martina Rossi, la giovane morta il 3 agosto del 2011 cadendo dal balcone dei due imputati che, secondo l'accusa, avrebbero cercato di violentarla. “Non era normale. E' stato bello eh? Ricordarsi di cosa è successo con quanto salati si era.. c'è stato un momento che io ero volato” dice ancora Albertoni all'amico Luca Vanneschi. Secondo l'avvocato Fanfani si tratterebbe di parole chiave a sostegno della tesi del procuratore Roberto Rossi ovvero che Martina sarebbe caduta per sfuggire ad un tentativo di stupro. La difesa, rappresentata dagli avvocati Tiberio Baroni e Stefano Buricchi, ha contestato le intercettazioni sostenendo che “contano solo le intercettazioni ufficiali del tribunale”. Il materiale è entrato comunque a far parte della documentazione processuale.