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Acufene: quando il silenzio si fa assordante

Musica del
di Lorenzo Diozzi
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Acufene: quando il silenzio si fa assordante

L’acufene è quel fischio continuo che sentiamo nelle orecchie dopo una serata in discoteca o dopo un concerto. Nel silenzio e concentrandosi si riesce chiaramente a sentire un suono continuo che parte da un orecchio e attraversando tutta la testa arriva all’altro. Può non essere solo un fischio, qualcuno infatti potrà sentire delle pulsazioni o dei ronzii come se una lavastoviglie fosse stata programmata dentro il padiglione auricolare. Solitamente una persona si accorge di averlo, lo ascolta e poi distraendosi smette di sentirlo ed esso svanisce autonomamente poco dopo. A volte però esso non smette, resta e aumenta diventando un vero e proprio disturbo uditivo. L’autorevole rivista inglese “Lancet” in uno studio dedicato all’acufene dice che venti persone su cento ne soffrono in maniera non trascurabile e che una su cento invece ne è una vera e propria vittima. L’impedimento che può derivarne è sia strettamente collegato al suono, smettendo di sentire o riconoscere suoni, sia indirettamente collegato ad esso come i disturbi dell’attenzione e del sonno. Questo disturbo auditivo non è solo causato dai volumi alti ma può anche derivare da stress emotivo, infezioni, allergie o dall’uso di determinati farmaci. Le cure per l’acufene, ad oggi, non sono immediate e sempre funzionanti e spesso questo disturbo viene ignorato e sopportato senza interessarsi a cause e soluzioni. L’attenzione comune ma anche quella medica verso acufene è molto recente e la speranza è quella che il progresso doni del meritato silenzio a chi ne soffre.

A rendere noto l’acufene sono anche molti musicisti che ne soffrono. Caparezza ha dedicato un brano di vero e proprio sfogo verso questo “squillo ossessivo” ma molti altri sia della scena internazionale (Sting, Clapton, Lars Ulrich) che nazionale (Gino Paoli e Canzian dei Pooh) hanno ammesso di avere tale disturbo e attirato l’attenzione su questo problema e sull’ascolto della musica ad alto volume che deve essere evitato. Pete Townshend dei rumorosissimi The Who si è addirittura scusato di aver alimentato la musica Rock e l’uso di volumi alti per questa ammettendo di essere quasi sordo.

L’ossimoro è una figura retorica che consiste nell’accostamento di due parole con significato contrario. Ghiaccio caldo, lucida follia, silenzio assordante ne sono degli esempi. L’acufene, fastidiosissimo nemico è un ossimoro, va evitato, va ascoltato e spento. Un altro ossimoro legato a questo disturbo è il film “Baby Driver”. Questa pellicola ha per protagonista un ragazzo che soffre di acufene e ossimorica ironia della sorte è stato candidato ai premi oscar per miglior sonoro e miglior montaggio sonoro (meritando di vincere).

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.