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Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami

Letture e Poesie del
di Laura Baldi
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Kafka sulla spiaggia di Haruki Murakami

Un ragazzo di 15 anni che sembra un vecchio e un vecchio ingenuo come un bambino  partono da Tokyo per un viaggio che li porterà negli stessi luoghi. Noi sentiamo che il loro destino è legato, ma non sappiamo come. Tamura Kafka, il ragazzo, è in fuga dall’orribile profezia che gli è stata fatta dal padre: “Un giorno tu mi ucciderai e giacerai con tua madre e tua sorella”. Perciò scappa di casa e si rifugia nella biblioteca di un paesino lontano. Il vecchio, che è profetico e un po’ toccato, non sa né leggere né scrivere, ma in compenso parla con i gatti. Mentre Tamura Kafka cerca di sfuggire al mito di Edipo, si perde nel bosco come nella fiaba di Pollicino, con tanto di alberi contrassegnati e radure sconfinate. Murakami si immerge nel mito dell'Edipo. Poi il racconto si mescola a quello dei soldati giapponesi, nascosti nella foresta e ritrovati dopo molti anni, convinti di essere ancora in guerra. Ma il racconto diventa anche Picnic ad Hanging Rock, dove il contatto con la natura si trasforma in brivido e mistero: in Australia, nel 1900, un gruppo di ragazze provenienti da un aristocratico college vanno a fare un picnic in montagna, dove alcune di loro scompaiono. Solo una torna indietro, priva di memoria di quanto è accaduto. Analogamente gli allievi della gita scolastica in montagna di Murakami svengono tutti senza alcuna spiegazione. Poi tutti si riprendono, tranne Nagata che si risveglierà alcune settimane dopo, anche lui senza memoria: non solo non ricorda cosa è successo, ma ha dimenticato tutta la sua vita precedente e ha perso la facoltà di ricordare. Murakami ha la capacità di “trasformare l’irreale in qualcosa di perfettamente plausibile e sensato”. Come se niente fosse, a un certo punto arriva Johnnie Walker  "l'uomo nero" dei gatti. Tragedia greca e dramma familiare, romanzo di viaggio e romanzo erotico e mistery, cronaca e favola, per non parlare del giallo e del surreale danno luogo a un incredibile sceneggiato narrativo. Si passa da un tipo di narrazione all’altra e non si sa più in quale ci si trovi. Leggendolo ci si sente sperduti in tante mitologie. E’ un viaggio attraverso i generi. Chi sono i genitori di Tamura Kafka?Il padre è un pittore molto noto che dipinge labirinti e secondo il figlio è un essere odioso: ma è evidente che il ragazzo sta attraversando una difficile fase edipoca. La madre lo ha abbandonato quando aveva quattro anni, portandosi via anche la sorella. La signora Saeki, che Kafka sospetta essere sua madre e che è anche la donna di cui è innamorato, ha scritto un libro sui fulmini. Ha girato tutto il Giappone cercando persone colpite dai fulmini e le ha intervistate. La signora Saeki è schiacciata dai ricordi del suo amore giovanile ed è un po’ come se anche lei fosse sopravvissuta a un fulmine. Il giovane Kakfa è tormentato dall’abbandono della madre e non smette di interrogarsi sul perché l’abbia fatto. Si sente in colpa e crede che se ne sia andata perché lui è indegno. Per scampare alla maledizione di Edipo, Kafka fugge a una distanza di sicurezza. Quando però il padre muore, il ragazzo perde i sensi e si ritrova con le mani sporche di sangue. Ha la sensazione di aver ucciso il padre, malgrado si trovi lontanissimo da Tokyo. Perché? Perché nel regno dei sogni e della metafora non esistono distanze, o barriere, che possano impedire alcunché e tutto è possibile. Anche una pioggia di sgombri e sardine e un vecchio che prevede che cadranno pesci dal cielo. D’altro canto, prima che Jung e Freud illuminassero l’inconscio con la psicoanalisi, dice Murakami in Kafka sulla spiaggia, questo era unito al soprannaturale ed erano entrambi avvolti nelle tenebre. Qual è la morale della favola? I romanzi di Murakami sono sempre test proiettivi in cui ognuno costruisce la propria versione e la propria verità. Alla fine del viaggio il giovane Kafka torna nel mondo della normalità, ma grazie al suo amico Oshima fa un’importante scoperta: “Forse, Tamura Kafka, sono pochissimi a desiderare davvero la libertà. Pensano solo di desiderarla. E’ un’illusione. Se tutti ricevessero in dono la libertà, la maggior parte la vivrebbe come un problema. Cerca di tenerlo a mente: alla maggior parte degli uomini la libertà non piace affatto”. Perciò mi chiedo: forse si entra nella foresta solo nei romanzi e nelle favole, mentre normalmente la maggior parte degli uomini gira i tacchi e e se ne torna a casa?