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Provenza? No, Valdichiana

Mete del
di Luca Amodio
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Provenza? No, Valdichiana

Un architetto, un avvocato ed una biologa. Sembra l’inizio di una classica battuta all’ italiana. Però, stavolta, non lo è affatto. Sono, invece, i tre protagonisti che, in quel di Castiglion Fiorentino, hanno partorito una suggestiva mostra fotografica incentrata sulla Lavanda. Una pianta che richiama indubbiamente la Provenza. Ciononostante, per il dispiacere dei nostri cugini transalpini, la Francia non ne detiene il monopolio. Anzi- anche ad Arezzo, in particolare a Manciano- possiamo vantare una modesta ma affascinante coltivazione. Il merito? Tutto alla Dottoressa Manuela Fabianelli. Ma, come accennato, non è finita qui: l’ingegno castiglionese ha anche concepito un'accattivante mostra fotografica, curata dall’Architetto Andrea Meacci, dal titolo provocatorio “Provenza? No Valdichiana”.

“Mia madre nasce a Aix en Provence nota per le sterminate coltivazioni di lavanda. Un ricordo rimasto impresso nella mia memoria tantochè, appena ho avuto la possibilità e le conoscenze tecniche, ho deciso di coltivare questa pianta nella terra in cui vivo” spiega la Dottoressa. Ed ecco che il Giuncheto, località castiglionese, viene preso in coltivazione dalla Fabianelli e, in dieci anni di lavoro e passione, nasce il primo lavandeto nella provincia di Arezzo, nonché il secondo in tutta Toscana. “Una rara eccellenza, un'innovazione dal punto di vista culturale che potrebbe rivelarsi addirittura migliore rispetto l’originaria” spiega l’Architetto.

Ma perchè incentrare una mostra sulla lavanda? Secondo la Dottoressa la parola “Lavanda” rimanda istintivamente ad un paesaggio colorato che stimola benessere e tranquillità. “Nessun fiore rappresenta la bellezza quanto la Lavanda. Una bellezza, tuttavia, non circoscrivibile esclusivamente al campo visivo bensì intesa anche come fonte di gioia interiore” prosegue Meacci . Difatti, come illustra la Fabianelli, sono proprio le rilevanti caratteristiche aromatiche della Lavanda a conferire tali benefici.

Inoltre, la mostra di Meacci non è un insieme di foto assestanti fine a se stesse. De facto ogni scatto racconta la verosimile attitudine dell’avvocato Domenico Nucci di rifugiarsi nella sua distesa di Lavanda così da disintossicarsi dalla grigia e sistematica routine sopra gli articoli del Codice Penale. “Qui si rinasce. Si è soggetti ad una trasformazione interiore sino ad uno stato di quiete e pace. Il lavandeto ha questo grande potere, abbellisce chi ne è a contatto: dalle farfalle alle persone” asserisce il fotografo. “Una meta frequente, inderogabile quando necessitiamo il diretto contatto con l’ambiente. Un rapporto, quello avvocatura-natura, tipico dei giuristi, che lo invocano per depurarsi e riscoprirsi” asserisce Nucci.

Quindi, se passate per Castiglion Fiorentino, non esitate a far visita alla mostra presso l'Erboristeria Internazionale. Vi ritroverete come in uno scacciapensieri, immersi nei profumi della lavanda e intrattenuti dalla carismatica personalità dell’avvocato. Una mostra interessante ed originale che ha colpito anche il sindaco Mario Agnelli che non ha esitato ad elogiare l’operato dell’avversario politico Nucci. Insomma, serviva la lavanda per mettere d’accordo i due.

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