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Johannes, l'astronomo astrologo

Curiosità del
di Agnese Nocenti
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Johannes, l'astronomo astrologo

Brano consigliato per la lettura: Sleeping at last - “Saturn”
https://www.youtube.com/watch?v=h3lWwMHFhnA

 

Era molto freddo nella libera città imperiale di Weil der Stadt, quando nacque, il 27 dicembre 1571. 

Mamma Katharina era preoccupata, il suo piccolo Johannes era gracile e malaticcio ma lei era determinata; cibo sostanzioso, preghiere, qualche miscuglio di erbe del suo ricettario e forse avrebbe superato l’età critica: quella in cui i bambini morivano come mosche. Di certo non si sarebbe lasciata sopraffare aveva una locanda da mandare avanti tutta da sola, perché quel mascalzone di suo marito Heinrich era sempre fuori a combattere come soldato mercenario; le rare volte in cui rientrava a casa faceva rimpiangere i mesi in cui non c'era. Poi un giorno non tornò più: era morto durante un combattimento a Napoli. 

L’unica cosa bella che quel bruto le aveva donato era Johannes; che cresceva, anche se non robusto, perlomeno abbastanza sano, ed aveva un’intelligenza pronta. Imparava tutto, velocemente, come un bruco che vuole a tutti i costi diventare farfalla. A 13 anni, grazie ad una borsa di studio dei duchi di Württenberg, poté entrare in seminario e da lì poi iscriversi all’università di Tübingen, dove studiò matematica e astronomia. Nel 1594 era già Magister Artium; ma dovette accettare in fretta il posto di professore di matematica in una città sperduta dell’Austria, perché per un luterano convinto come lui era meglio spostarsi spesso. Non era un bel periodo per chi dichiarava senza paura la propria fede o le proprie idee.  Lo stesso anno in cui il piccolo Johannes muoveva i primi passi, a Parigi e dintorni erano stati massacrati circa diecimila ugonotti o presunti tali (notte di San Bartolomeo); nemmeno sessant’anni dopo, ecco Galileo Galilei uscire a testa bassa dal tribunale della Santa Inquisizione ripetendo: «Eppur si muove».

Nel frattempo Johannes a Graz si era fatto una certa fama, come insegnante di matematica ma non solo: in uno degli almanacchi che aveva compilato, aveva previsto con successo l’arrivo di un grande freddo,  le rivolte contadine e l’invasione turca. Niente di speciale, solo semplice logica inferenziale: le temperature si erano notevolmente abbassate negli ultimi trent’anni, avverse condizioni atmosferiche danneggiarono i raccolti fecero ammalare il bestiame, una popolazione indebolita è preda facile per chiunque avesse voluto espandere il proprio territorio… ed ecco realizzata la profezia. Tuttavia è a Praga che spiccò il volo: chiamato a prendere il posto di Tycho Brahe all’osservatorio del castello Benatki, ereditò l’enorme raccolta di osservazioni del grande astronomo e da quella fece germogliare la propria rivoluzionaria teoria. Fino ad allora gli studiosi si erano accontentati di prendere nota delle posizioni dei pianeti, ma a Johannes non  bastava: voleva capire come erano disposti esattamente e, soprattutto, perché erano disposti così. Insomma, voleva una teoria che spiegasse tutti quei dati.

E' facile immaginarlo, seduto davanti ad un grande tavolo pieno di pagine mentre calcola, riscrive, medita, ricalcola e riparte da capo. La questione era sul sistema tolemaico ufficialmente riconosciuto da più di due millenni… la Terra al centro, e intorno alcune sfere rotanti, tra cui quelle corrispondenti ai sette pianeti - perché Urano e Plutone non erano ancora stati “scoperti”, quindi si arrivava fino a Saturno, con la Luna e il Sole inclusi - che giravano grazie al moto perpetuo del Primo Mobile, la sfera spinta direttamente dalla mano dell’Onnipotente, il quale però era immobile. Nonostante Johannes fosse un devoto credente, c’erano troppe cose che non tornavano; specialmente l’orbita di Marte: anche dopo centinaia di calcoli (quella che lui definì «la mia guerra con Marte»), Johannes continuava a notare una differenza di 8 minuti d’arco tra la traiettoria circolare stimata sulla carta e le osservazioni effettive.

E se le orbite dei pianeti non fossero circolari, ma ellittiche?

Da quel lampo di genio Johannes, riprende in mano i suoi calcoli e con soddisfazione la spiegazione si fa strada nella sua mente, andando avanti a formulare ipotesi e a verificare tesi tramite calcoli ed osservazioni la sua teoria prende forma. Si basa su tre solide leggi:
1) Le orbite dei pianeti hanno la forma di ellissi e il Sole ne occupa sempre uno dei due fuochi.
2) Un pianeta si muove più velocemente quando è vicino al Sole e più lentamente quando è lontano, in modo tale che le linee immaginarie che congiungono il pianeta al Sole delimitano aree uguali in intervalli di tempo uguali.
3) Il quadrato del tempo che un pianeta impiega a percorrere la propria orbita è proporzionale al cubo della sua distanza media dal Sole (in sostanza, tutti i pianeti sono uguali, se li si guarda alla luce di questo rapporto… una sorta di “la legge è uguale per tutti” in versione astronomica).

Divenuto famoso Johannes, il suo cognome, von Kepler, venne latinizzato in Keplerus, come capitava ai maggiori studiosi. La sua fama in un certo senso, salvò la vita di mamma Katharina che con con le sua attività di guaritrice naturale era stata, nel frattempo, accusata di stregoneria e in quel periodo sotto giudizio della Santa Inquisizione. Allo stremo delle forze per le torture subìte quando Johannes arrivò a Weil der Stadt; il grande astronomo coordinò con rigore scientifico la sua difesa, assicurandosi l’aiuto della facoltà di giurisprudenza di Tübingen. Dove gli strali della dialettica forense non furono accolti, vinse soprattutto il potere del nome Keplerus.

Oltre ad essere Matematico Imperiale, il nostro Johannes aveva molti amici. Uno di loro, il poeta John Donne, scrisse: «ebbe in custodia che niente di nuovo si facesse in cielo a sua insaputa»; mentre un altro gli fece un estremo regalo, componendo il suo epitaffio:
Misurai i cieli,
le ombre della terra ora misuro.
La mia mente era già nei cieli,
l’ombra del mio corpo ora riposa.

#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.