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Archivio, lettera a Tutino

Attualità del
di Barbara Perissi
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Archivio, lettera a Tutino

Una bella lettera scritta dall'Archivio Diari a Saverio Tutino che oggi avrebbe compiuto 96 anni. Una lettera metaforica ma molto intensa che riportiamo qui.

Caro Saverio,questa mattina ho preso la penna in mano, proprio come eri solito fare tu ogni giorno, e ho iniziato a scriverti. È il 7 luglio; è il giorno del tuo compleanno, il tuo 96esimo compleanno.Come passa il tempo, ci pensi mai? Nascesti quasi un secolo fa, quando il mondo era molto diverso da come è oggi e quando, passata da poco una tremenda guerra, se ne stava per preparare un'altra. Follia dietro follia... e tu lì nel mezzo, pronto a scrivere la tua personale pagina di storia.Quanta Storia c'è, dentro un secolo, Saverio? Quanti eventi, quanti fatti, quante vite, quante storie?Sai, sono qui, affacciato alla finestra di Palazzo Pretorio, dove tutto ebbe inizio, e guardo fuori attraverso questa bellissima giornata di sole e d'estate. C'è una pace rara, vorrei tu potessi sentirla. Proprio in questi giorni, 75 anni fa, queste zone e la Toscana tutta venivano finalmente liberate. Te la ricordi quell'estate del '44? Tu eri ancora lontano da queste terre, impegnato su altri fronti, ma fu proprio in quei mesi che la storia cambiò per sempre il destino di Pieve Santo Stefano. E probabilmente fu lì, in quel tragico evento di agosto, che iniziò questa storia. La tua e la mia. La nostra. Guardo la piazza lì fuori, da questa finestra di Palazzo Pretorio, e mi rendo conto che fu qui che iniziò tutto, 35 anni fa.Quanti numeri, Saverio... quanti anniversari quest'anno. È una cosa bella, non trovi? La storia e la memoria sono fatte anche di questo: di date e di anniversari, di simboli e di persone.Luglio 1923, agosto 1944, settembre 1984. Oggi.E oggi siamo qua, tu ed io, io di qua che scrivo e tu di là che parli e racconti, circondato dalle migliaia di amici che hai invitato a Pieve in questi lunghi anni. Chi ci avrebbe mai creduto che sarebbero stati così tanti, a raccogliere il tuo invito per venire sin qui. Arrivano ancora, sai? Ogni giorno, da ogni parte d'Italia. Chiedono sempre di te e in molti vengono a ringraziarti nel tuo angolo qui dentro al Piccolo museo del diario. Ti ringraziano anche i bambini più piccoli, quelli che per ovvi motivi non hanno potuto conoscerti. Sembrano i più felici di salutarti. Non possono incontrarti, ma ti cercano e ti ritrovano ovunque: sul pianerottolo di ingresso, lungo il corridoio, in ogni angolo e dentro ogni cassetto del museo. E tu lì, a intrattenere tutti, a raccontare di Clelia, di Luisa, di Emilia... Mi vengono i brividi, al solo pensiero di come tutto ebbe inizio. Fra poco verrò di là anch'io, stanno per arrivare altri amici e gli racconteremo le nostre storie e magari gli diremo anche che oggi è il tuo compleanno! Sarà bello festeggiare tutti insieme.Ma prima volevo scriverti questa lettera, perché poi lo so che ci faremo prendere la mano e rischierei di non fare in tempo. Ma ci tenevo troppo. Certe cose, nella vita, vanno dette; sarebbe un peccato tenerle per sé. E io ci tenevo a ringraziarti. Per aver dato una nuova vita a tutte queste persone. Per aver dato una nuova casa alla memoria privata del nostro Paese. Per aver dato un futuro alla coscienza delle nuove generazioni, permettendogli di preservare e tramandare a loro volta la storia dei propri avi.Ci pensi mai, a quello a cui hai dato vita 35 anni fa? Ci pensi mai alla cosa straordinaria e unica che hai creato?Io ci penso sempre e te ne sono profondamente grato. Ogni giorno.Buon compleanno, caro Saverio. tuo, Archivio dei diari