Direzione: centro della Terra

Sportivamente del 05-09-2017
di Marta Franchi

Direzione: centro della Terra

Durante la mia permanenza a Madrid mi sono iscritta a un club di speleologia e di attività di montagna, il GEME (Grupo de Exploración en Montaña y Espeleología). Era la prima volta che mi avvicinavo a sport quali il torrentismo o la speleologia. Il primo impatto non lo scorderò mai. Inverno, gennaio, montagne della Sierra de Guadalajara. L’idea era quella che i neofiti del gruppo imparassero i fondamenti per le tecniche di discesa e salita con corde, poiché avevamo intenzione di visitare, alcune ore dopo, una magnifica grotta poco distante dal rifugio dove avevamo pernottato. Ricordo il freddo, l’umido e la tensione per dover scendere venti metri nel vuoto, aggrappata solamente alla mia corda. Finalmente arrivò il mio turno e tutti i ragazzi mi incitarono a stare rilassata. Io, che, in aggiunta, ancora non capivo bene neppure la lingua, riuscii solo ad agitarmi ulteriormente e a aggrapparmi sempre più alla parete e ai moschettoni, gli unici appigli che mi trasmettessero sicurezza. Dopo quello che in gergo si chiama corrimano, da me eseguito non certo con spavalderia, arrivai alla discesa vera e propria. Un mix di adrenalina, timore e divertimento. Dal quel giorno nacque in me la voglia di continuare a scoprire se fossi in grado di combattere le mie paure, di vedermi sempre più sicura di me stessa e orgogliosa della mia capacità di autosuperazione. In molti si cimentano in questi sport per provare adrenalina. A me l’adrenalina non piace molto, quello che amo di più in queste attività è la sensazione che lasciano in me, aver vissuto esperienze uniche, visto meraviglie naturali negate ai più ed essere riuscita ogni volta a vincermi. Nei mesi successivi frequentai le sessioni di allenamento per avere le competenze tali da affrontare le escursioni organizzate dal club. Ho esplorato grotte e disceso canyon in Cantabria, nelle province di Cuenca, Soria e Madrid. Il torrentismo è divertimento allo stato puro, risveglia il lato bambino che vive in ciascuno di noi, l’acqua amica/nemica da combattere ma allo stesso tempo tutta da godere. Spruzzi, freddo, discesa con corde di cascate e immense risate. Ma ciò che preferisco in assoluto è la speleologia. La speleologia è avventura, esplorazione, spirito di squadra, sforzo fisico e sapere scientifico. È entrare nelle cavità della terra insieme ai tuoi migliori amici per andare alla ricerca di bellezza e integrità, al riparo dai danni dell’uomo. Una settimana fa sono stata con il club nella Grotta del Cura Merino. Una volta discesi, la pianta della grotta segnalava una lunga galleria che conduceva sino alla sala finale. Io mi sono fermata a metà della galleria, lasciando che i miei compagni proseguissero fino in fondo. Ho cercato una roccia abbastanza comoda e mi sono messa a sedere ad aspettarli. Sono stata lì solamente quindici minuti. Ma con la luce del mio casco spenta; per sperimentare la vera oscurità e il vero silenzio. Non mi era mai capitato di provare un’emozione del genere. Ho vissuto un quarto d’ora in totale assenza di tempo e spazio. Ed è stato irripetibile. 

Se siete curiosi di saperne di più, eccovi il sito web del club: http://www.cuevaventura.com/

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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