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Quanti modi esistono per molestare una giovane vittima on line?

Salute e Bellezza del
di Elisa Marcheselli
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Quanti modi esistono per molestare una giovane vittima on line?

Molto spesso la cronaca ci riporta notizie spiacevoli ed epiloghi drammatici riguardo: molestie, denigrazioni e offese on line, giochi crudeli sul web, scherzi di pessimo gusto, stalking via internet e così via.

La lista è davvero lunga ed esistono tanti modi e tanti altri ne verranno inventati dai bulli per torturare giovani vittime. Per ora i fenomeni collegati alle molestie on line che diventano alcune delle variabili del fenomeno più generale del cyberbullismo sono:

•Flaming: messaggi online scritti per lo più nei forum e sui gruppi on line con contenuto violento e volgare. Il termine deriva da Flame “fiamma”, e sono utilizzati appunto per provocare e ovviamente umiliare i malcapitati. È un fenomeno tra i più diffusi.

•Impersonation: è conosciuto come lo scambio di persona. Si attua inviando messaggi on line fingendosi un’altra persona e servono per ingannare e per deridere appunto la persona sostituita.

•Trickery: è un vero e proprio inganno! Viene acquisita la fiducia del ragazzo o della ragazza per poi utilizzare le informazioni private, di solito tramite scherzi crudeli. Recente è il caso di uno scherzo di pessimo gusto molto in voga tra ragazzi: si tratta di illudere una ragazza e farle fare Km per incontrarsi. Si finge addirittura l’innamoramento per potersi prendere gioco della persona (scherzo denominato Pull a Pig).

•Cyberstalking: come lo stalking, qui si parla di molestie ripetute sul web e di minacce vere e proprie per provocare la paura. Si parla, anche nel caso del web, di un’ossessione pericolosissima, spesso avviene tra adulti.

•Doxing: è la diffusione via internet di dati personali e sensibili, approfittando della fiducia acquisita dagli altri. Le persone approfittano delle informazioni acquisite per deridere e umiliare il malcapitato diffondendo foto o messaggi personali.

•Denigrazione: sparlare di qualcuno, molto diffuso sul web ed è anche questa una forma di emarginazione ed esclusione di una cattiveria inaudita, che oggi viene descritta con il termine Hate speech, ovvero discorso sull’odio. In pratica, tramite messaggi o social network si denigra una persona al fine di provocare dolore gratuito e danneggiala pubblicamente.

•Cyberbashing: letteralmente maltrattamento informatico. Avviene quando un gruppo di ragazzi maltratta o picchia un coetaneo e contemporaneamente si aggiunge qualcuno che riprende il tutto facendo un video dell’aggressione e pubblicandolo su internet. Il video diventa virale in quanto visualizzato da  tantissime persone.

•Harassment: con questo termine si indicano vere e proprie molestie via web. Ferire qualcuno, e in alcuni casi, si arriva persino alle minacce di morte. È caso della Blue Whale, dove la persona viene istigata al suicidio.Questi preoccupanti fenomeni oggi trovano una correlazione col termine più generale di Cyberbullismo.

Oggi è considerato un reato, e si stanno attuando molte azioni per ridurre questo problema: intensificazione dei controlli e disponibilità dei provider e collaborazioni con gli enti istituzionali preposti per ridurre al minimo questi episodi.

Ma non basta è necessaria una educazione digitale fin dalle scuole dell’obbligo, per far crescere una nuova cultura della Rete, solidale inclusiva e al servizio dell’uomo, tramite una cultura dell’empatia a discapito di una cultura dell’odio.

www.elisamarcheselli

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.