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Il Pd aretino si lecca le ferite dopo la batosta alle urne

Attualità del
di Luigi Alberti
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Il Pd aretino si lecca le ferite dopo la batosta alle urne

"Ripartire" è questa la parola d'ordine che si è dato il Pd aretino che ieri sera ha riunito la Direzione Provinciale. Esaminati i dati elettorali, la situazione politica e il contesto che hanno portato alla pesante sconfitta che ha uno sbocco ben definito: La Lega. Rispetto ad altre parti d'Italia qui il cittadino che ha preso una piega diversa e ha scelto le proposte di Matteo Salvini. Il discorso di Albano Ricci (nella foto) è stato il più difficile visto che il segretario da poco eletto, ha sintetizzato le difficoltà di un impegno e quelle di un partito che non riesce più ad intercettare le esigenze delle persone. "Ripartire dai circoli, incontrare le persone, andare incontro alle loro esigenze. Abbiamo pagato un prezzo troppo alto su temi sensibili. Per quanto mi riguarda assumo le responsabilità di questo risultato e metto a disposizione del partito il mio incarico". Nel dibattito sono intervenuiti anche i candidati Faleppi e Donati. Quest'ultino è il grande sconfitto dell'uninominale. E Donati non ha nascosto la sua delusione manifestando nel contempo una grande serenità. "Ho la coscenza a posto, mi sono battuto cercando di costruire un rapporto diretto con la nostra società. Nonostante tutto non è bastato, segno che il vento nazionale che stava maturando ha trovato appigli anche nel nostro territorio. Tocca a chi a ha vinto fare una proposta. Il posto del Pd è quello del'opposizione. Per quanto mi riguarda sono a disposizione del partito e quello che è stato costruito in questa campagna elettorale credo che non debba essere perduto".