Tatuaggi: e quando sarai vecchio?

Arte del 17-02-2017
di Francesco Benincasa

Tatuaggi: e quando sarai vecchio?

Salve, mi presento, mi chiamo Francesco Benincasa e sono un tatuatore. Lavoro allo studio "LoscaFamilyTattoo" a Cortona, in provincia di Arezzo. Quando la redazione di Teletruria, che tra l'altro ringrazio per avermi dato la possibilità di scrivere questo articolo, mi ha contattato per parlare del mondo dei tatuaggi, ho pensato a svariati argomenti sui quali scrivere.

Avrei potuto parlare della storia, delle sue origini, di come questa cultura si sia sviluppata nel tempo, oppure avrei potuto parlare della tecnica moderna o di come si esegue un tatuaggio, ma sarebbero state solo delle informazioni fini a se stesse. Così ho deciso di scrivere una sorta di panoramica dal punto di vista di chi lo fa con passione, per chiunque si volesse avvicinare a questo incredibile mondo. 

Per prima cosa, c'è da dire che i tatuaggi moderni sono diventati ormai delle vere e proprie opere d'arte, dove cambiano gli strumenti e i supporti sui quali disegnare, ma in cui resta il gusto artistico. Ormai negli ultimi anni il tatuaggio è entrato sempre di più nella cultura popolare, e resta sempre più difficile trovare persone che non ne hanno nemmeno uno, anche piccolino.

Una cosa che riscontro giornalmente, soprattutto essendo costantemente a contatto con i clienti, è la motivazione che spinge le persone a tatuarsi. Capita a volte che i clienti che vengono, ci parlino del motivo della scelta di quel particolare tatuaggio, dandogli un'importanza o attribuendogli a tutti i costi un significato. Non dico che sia sbagliato questo, perchè credo che ognuno sia libero di viversi il tatuaggio come meglio crede, però vorrei far capire che spesso e volentieri i tatuaggi restano solo dei disegni, delle immagini che decorano il corpo di chi li porta.

Mi piacerebbe far capire che sono arte come lo può essere un quadro o una statua, e mi piacerebbe alleggerirli dal fardello del significato forzato, ostentato. 

-"Ma quando sarai vecchio?"

-"Ma se poi te ne penti un giorno?"

-"Io non me lo farei mai senza un significato!"

Queste sono le frasi che più spesso si sentono in studio, domande alle quali ogni volta rispondo, cercando di trasmettere un pensiero e un punto di vista diverso dal solito. Io credo che i tatuaggi siano un po' tipo la scatola nera della nostra vita, dove attaverso immagini o parole, che possono essere più o meno importanti per noi, rappresentiamo la nostra vita, le nostre passioni. A volte, ad esempio, capita di tatuarsi anche solo per amicizia o per ammirazione di chi ce lo fa. A me ad esempio è successo più di una volta di essere tatuato da altri tatuatori, solo per il semplice motivo di avere una loro opera addosso a me, per poi ricambiare. È uno scambio, è aggregazione, è un modo come un altro per legare in maniera tangibile e duratura con amici, è più che un patto. Perciò, in questi casi, il soggetto da tatuare viene quasi in secondo piano, perchè l'importanza non va attribuita a quello, ma l'attenzione va focalizzata verso tutta la pratica.

In altri casi invece, mi sono tatuato solo perchè il disegno mi piaceva, perchè quell'artista aveva creato un disegno particolare, bello e unico che anche se non significava niente per me, mi sarebbe piaciuto averlo addosso, sia per un gusto mio personale, ma anche in un certo verso, per premiare l'artista e la sua fantasia e creatività. Quindi no, non mi stancherò dei miei tatuaggi, anche se raffigurano disegni apparentemente senza significato, perchè sono comunque parte di me, e non li vorrei nemmeno coprire con altri con il tempo, anche se le mie passioni cambieranno, perchè sarebbe un po' come barare nella vita. Credo che vada vissuto il presente della nostra esistenza e non il passato, perciò è giusto prendere decisioni sul momento, altrimenti sarebbe un po' come voler tornare indietro nel tempo per poter cambiare quello che ci è successo nel nostro percorso. I tatuaggi vivono con noi, diventano la nostra pelle ed è giusto che si sciupino e che cambino con il tempo, e qui ci tengo a precisare che sono realmente degli oggetti di artigianato. Spesso le persone si lamentano che magari con il tempo si deteriorano, che magari una linea non è sempre perfetta, ma io credo che in un tatuaggio l'imperfezione sia la cosa più bella e umana che ci possa essere.

È l'impronta di qualcuno che ci è passato, di una persona che si è presa la responsabilità di inciderti un segno con un ago sul tuo corpo. Paragono spesso il nostro lavoro a quello di un falegname; quanto è più bello un tavolo fatto a mano con del buon legno e dove magari si vedono i solchi lasciati dagli attrezzi, piuttosto che un tavolo liscio e perfetto comprato all'Ikea? Con questo non voglio dire che i tatuaggi perfetti siano meno belli, è solo un mio punto di vista, come del resto tutto quello che ho scritto fino ad ora.

Capisco anche la parte del cliente comunque, dove dato che paga una prestazione, esige che il lavoro sia eseguito ad opera d'arte.Comunque per concludere, ho deciso di scrivere dal punto di vista di un tatuatore, per poter far si che le persone che si vogliono avvicinare, o quelle che hanno già avuto a che fare con questa pratica, possano vedere le cose sotto un'altra ottica, cercando di andare a fondo non tanto per il tatuaggio in sé, ma per quello che può rappresentare nella sua misura più ampia e complessa.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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