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"Noi non vi vogliamo" - Intervista a Drimer

Musica del
di Emanuele Trovato
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Molti sono i brani Italiani che parlano più o meno di politica, basti pensare a nomi come De Andrè, Gaber, De Gregori, Guccini per citare alcuni Italiani di altri tempi, ma contemporanei nelle parole cantate, che attraverso la scrittura sono arrivati all’animo politico delle persone.

L’intervista che ho voluto fare oggi è a Francesco Marchetti, in arte Drimer, trentino di nascita. In un'epoca dove la musica è sempre più accessibile a tutti, lui ha voluto dire la sua attraverso il video su youtube “Noi non vi vogliamo”, curato della regia di un grande Nicola Corradino e prodotto dal sempreverde $oS Beatz, un manifesto musicale di denuncia sociale al governo e alle promesse/minacce politiche di cui già in campagna elettorale ci aspettavamo che venissero messe in atto. Da qui la scelta di enfatizzare nella stessa canzone i nomi di politici attuali.

Drimer si avvicina al mondo dell’HipHop attraverso l’arte del freestyle, iniziando a collezionare numerose vittorie e partecipazioni ad eventi a contatto con il grande pubblico. Dopo "Vita di Mezzo Mixtape", "Birrette Family EP" (con Birrette Family), "Di Cuore" (con Dusted) e "Inception", al momento è in giro per l’Italia con il suo nuovo progetto “Antigravity”.

E- "Noi non vi vogliamo" brano che inizia con un discorso del Presidente Pertini, un appello ai giovani che recita: Battetevi sempre per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale." cosa significano per te queste tre parole?

D - Ciao ragazzi, e innanzitutto grazie di avermi voluto per quest'intervista. La libertà, la pace e la giustizia sociale sono dei valori imprescindibili e fondamentali di ogni società che punti ad essere giusta. E, checché se ne dica, sono valori per i quali è necessario lottare ed esporsi sempre, giorno dopo giorno, a prescindere dal momento storico o politico. Questo perché questi valori, in quanto così importanti, sono spesso in pericolo ed è invece fondamentale che siano di tutti. Una persona coscienziosa ed empatica non può dirsi soddisfatta dalla propria migliore condizione quando altri soffrono. Per questo motivo è necessario ricordarsi della loro importanza, e fare il massimo sforzo per assicurarli ad ognuno di noi; povero, ricco, grande o piccolo che sia. Se a una sola persona è levato tutto questo a soffrirne è la società intera, perché la stessa sorte toccherà poi irrimediabilmente anche agli altri. 

E - In questo momento Politico/Musicale spesso il politico o il musicista trovano il "partner/influencer" con cui allearsi o combattere, nel tuo caso c'è stato qualche politico o partito, come nel caso di Gemitaiz recentemente con Salvini, che ti ha contattato o ti ha risposto a tono o a rime? 

D - Specie dopo la pubblicazione di "Noi Non Vi Vogliamo" nel Marzo scorso, ho avuto centinaia di commenti, messaggi e risposte dai più disparati tipi di persone. Ascoltatori, lettori di quotidiani dove la notizia dell'uscita rimbalzasse, e anche qualche politico minore, sì. Nessuno scontro dalle dimensioni mediatiche pari a quelle raggiunte dalla diatriba Salvini-Gemitaiz ovviamente, certo, ma ciononostante un'opportunità unica di confrontarmi con decine e decine di ragazzi e con i loro punti di vista. Questo, secondo me, a dimostrazione anche di due caratteristiche fondamentali della musica che decide di esporsi: uno, la sua pervasività, ovvero la sua capacità di arrivare a tutti prima o poi; due, che il "lavoro" iniziato con un brano di denuncia non si esaurisce con la sua pubblicazione, ma va continuato anche dopo, quando ti confronti con chi lo ascolti e giustamente entri in polemica o quantomeno in dibattito con te.  

E - La tua vuole essere senza dubbio una denuncia, con nomi e cognomi  mettendoci la tua faccia e nel Trentino, regione di tua appartenenza, c'è stata il caso della ragazza Agitu Idea Gudeta, allevatrice di capre, minacciata e aggredita, un ulteriore conferma del razzismo a macchia di ghepardo per tutta italia. Tu non hai paura che prima o poi il razzismo si rivolgerà verso chi poi li difende? Non sarebbe strano e neanche la prima volta.  

D- Ho appreso della situazione di Agitu e me n'è dispiaciuto molto. Il fatto che una donna perfettamente integrata, avente anche un ruolo importante nella comunità, sia trattata così solo a causa del colore della sua pelle dimostra che in Italia abbiamo un problema che va al di là di Salvini. Un problema di tipo soprattutto culturale e sociale, che vede una popolazione poco e male informata iniziare a costruirsi dei nemici ideali su cui sfogare la propria frustrazione. La pericolosità del governo attuale è che sta acuendo questo malessere, giocandovi per scopi meramente elettorali. Dal canto mio mi capita di pensare alle conseguenze potenzialmente negative che brani come "Noi Non Vi Vogliamo" possono avere su di me. Dalle minuzie, come magari una cattiva reazione del pubblico ad un concerto, a cose ben più pesanti, come aggressioni o intimidazioni - tra l'altro già sperimentate in passato, anche se non a causa della musica -. Ciononostante, allo stesso tempo cerco di controbattere a questi pensieri negativi concentrandomi su tutto il bene che musica come la mia riesce a trasmettere. I bellissimi messaggi delle persone incoraggiate dalle mie prese di posizione, o spinte da esse a esporsi a loro volta, valgono infatti mille, diecimila, centomila volte qualsiasi paura o incertezza. 

E - Quai sono i prossimi passi di Drimer, di cosa scriverai, ci saranno altri brani denuncia?  

D-  Al momento sto suonando dal vivo Antigravity, il nuovo album che ho pubblicato lo scorso giugno in collaborazione con Ares Adami. Naturalmente, allo stesso tempo sto lavorando a diversi brani e progetti nuovi, che dovrebbero vedere la luce tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo. Sicuramente in futuro tornerò su temi di denuncia sociale: essi mi stanno a cuore in generale, ma sicuramente in un periodo turbolento come questo meritano a maggior ragione di essere trattati.  

E- Consigliaci dei brani di denuncia sociale che ti sono rimati impressi o che hanno in qualche modo impreziosito il tuo repertorio e spiegaci il perchè. 

D- Tra tutti, mi sento di consigliarti i due brani che hanno avuto maggiore impatto su di me. Il primo è Be Free, inedito che J Cole ha suonato dal vivo durante una puntata del David Letterman Show. J Cole - Be Free: un brano straziante, dedicato all'uccisione del giovane afroamericano Micheal Brown, per la quale la giustizia americana decise di non incriminare il poliziotto responsabile. Tutti i versi della canzone sono pregni di significato, ma uno in particolare mi ha fatto sobbalzare sulla sedia, posto circa a metà dell'ultima strofa: (...) "But I got other shit to think about, like my bank account". Tanto semplice quanto spaventosamente efficace nel mettere a nudo le nostre piccole ipocrisie, i piccoli egoismi ai quali non riusciamo mai a sfuggire. Il secondo brano che mi piacerebbe segnalare è invece White Privilege II, di Macklemore. Macklemore - White Privilege II Una canzone dove lo stereotipo del rapper bianco e apprezzato dai mass-media, Macklemore appunto, riesce a calarsi PERFETTAMENTE nella realtà delle proteste afroamericane contro gli abusi della polizia, mettendo in evidenza la difficoltà di entrare in contattato con il movimento di protesta da fuori, da una posizione terza. Un esempio interessante, che rapportato all'Italia attuale può davvero aiutare un giovane ragazzo italiano a vedere sotto una luce diversa la situazione dei migranti, e così anche le posizioni di coloro che ne difendano il diritto a giungere qui e in Europa. Non solo: si tratta di un brano che a mio parere riesce a risvegliare con efficacia la voglia di cambiare, di intervenire con la propria musica o chi per essa. 

"Your silence is a luxury. Hip Hop is not a luxury." 

#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere