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Perchè andare a votare?

Curiosità del
di Sabina Karimova
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Perchè andare a votare?

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto per lo scioglimento delle Camere, che formalmente mette fine alla XVII legislatura, iniziata a metà marzo del 2013 e durata quasi cinque anni. La data scelta per le elezioni per il nuovo Parlamento è stata fissata al 4 marzo 2018: si andrà al voto con la nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum bis, che prevede un sistema misto maggioritario e proporzionale. In piena campagna elettorale, a meno di un mese dal voto, i cittadini italiani stanno forse ancora scegliendo chi mandare in Parlamento o, come sempre più spesso accade, stanno forse decidendo di optare per l'astensionismo e nella data del 4 marzo rimanere comandamente a casa a vedere i risultati delle elezioni dal proprio divano senza partecipare al processo. Certo, anche questa è una scelta legittima e come tale va rispettata ma deve essere il frutto di una riflessione seria e non il risultato di un pensiero spesso molto superficiale che ci porta a sostenere che il nostro voto non serve a nulla. Senza stare a fare discorsi retorici su quanto sia bella la democrazia e quanto sia stata importante la conquista del voto da parte del popolo italiano (che comunque come argomentazioni sono sempre validissime) voglio provare a smentire le frasi più comuni che vengono sostenute per giustificare il priorio astensionismo.

-"Tanto il mio voto non conta nulla": un semplice ragionamento metamatico, che potete trovare su questo sito https://www.laleggepertutti.it/23918_elezioni-il-peggior-voto-e-non-votare, ci fa capire quanto in realtà il nostro voto conta, eccome. Partiamo dalla considerazione che anche il più indeciso degli elettori ha un partito o un candidato che simpatizza: ecco, se decide di recarsi alle urne, porterà un voto in meno al candidato da lui considerato peggiore. Nell'ipotesi opposta invece, il candidato “peggiore” avrà un voto di scarto in meno rispetto ai propri rivali e questo sarà ovviamente un vantaggio a suo favore. Questo significa che non andando a votare, favoriamo inconsapevolmente chi meno vorremmo vedere al potere.

-"Sono tutti uguali": è vero, soprattutto negli ultimi anni c'è stato un grande avvicinamento tra le varie proposte politiche confondendo molto spesso gli elettori e portando al pensiero diffuso che è indifferente chi vincherà le elezioni. Bisogna però stare molto attenti ad affermare una cosa del genere: le informazioni che ci passano i politici in televisione e sui giornali non sono ovviamente complete. Loro fanno il loro ruolo, ovvero quello di avvicinare più persone possibili al loro partito, facendo quindi discorsi spesso populisti e generici. Però basta informarsi: leggetevi per intero tutti i programmi elettorali, informatevi sui canditati che verranno presentati nel vostro seggio e andate a guardare il loro curriculum professionale. Scoprirete con vostro strupore che ci sono differenze abissali tra le varie fazioni, che ovviamente non vengono dette perchè spesso scomode al grande pubblico. Prendete i temi che vi stanno più vicino e informatevi sulle varie soluzioni che vi propongono: vedrete che tutte le reatà politiche hanno un'idea ben precisa su come risolverli.

-"La politica non mi interessa": sentire una cosa del genere fa veramente male al cuore. La politica, per quanto possa essere di difficile comprensione, si occupa all'interno delle democrazie della "res-publica" ovvero della "cosa pubblica", in pratica la politica si occupa di tutti noi. Anche se spesso non ce ne accorgiamo, molte cose da cui siamo circondati nella nostra società sono spesso il risultato di una scelta politica. Anche se ci può sembrare una cosa da noi distante, essa è presente nella vita di tutti i giorni e i risultati delle azioni del potere influenzano molto pesantemente la nostra vita. Per questo è importante fare un piccolo sforzo, fare il nostro dovere di cittadini e interessarci alle questioni politiche, semplicemente perchè facendo in questo modo saremo in grado, nel nostro piccolo, di migliorare la nostra esistenza e quella di chi ci sta intorno.

-"Non votando, protesto": assolutamente sbagliato. Si tratta di una protesta sterile che non porterà a risultati: ci sarà comunque qualcuno che vincerà le elezioni e molto probabilmente in questo modo vincerà chi meno simpatizzate (rivedere primo punto). Come ben ci insegna Gaber "la libertà non è stare sopra un albero...la libertà è parteciazione". Se volete protestare dovete farlo partecipando, perchè è proprio a causa di questo pensiero che vede l'astensione come protesta che i grandi poteri se ne stanno seduti tranquilli nelle loro poltrone di velluto: finchè voi non votate, loro sono certi che non ci sarà nessun cambiamento e che quella manciata di voti li salverà dal fallimento.

In pratica, non andando a votare, viene meno il nostro diritto a lamentarci. Semplicemente perchè non abbiamo fatto nulla per cambiare le cose. Rifletteteci e buon voto, per chiunque voi lo esprimiate.

NB: articolo scritto di una ragazza di 24 anni che sfortunatamente non può andare a votare perchè non ha la cittadinanza italiana. Della serie "si apprezza il valore delle cose solo quando non si hanno".

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.