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Rossi il radicale libero che potrebbe diventare una mina vagante per il centrodestra aretino

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Rossi il radicale libero che potrebbe diventare una mina vagante per il centrodestra aretino

Non è la prima volta che Angelo Rossi dissente in maniera esplicita sui provvedimenti della Giunta. Del resto lui è sempre stato un battitore libero e inquieto nel centrodestra che governa la città di Arezzo dal 2015. Lo spirito radicale resta e Rossi (Angelo) non le ha ha mandate a dire alla maggioranza che ha contribuito a fare vincere con una ragguardevole dose di preferenze. In tanti si chiedono che cosa ci stia fare uno come lui con una maggioranza che su temi etici e civili, piatto forte dei radicali, la pensa all'opposto dei suoi colleghi. E le occasioni di frizione non mancheranno in seguito. Come ci sono state in passato. Ricordate il caso dei murales? O l'atto di indirizzo sul fine vita? La questione dei migranti rischia di essere un falso problema visto che la Fraternita, nel territorio comunale aretino, ne gestiva solo 6, mentre il resto della compagnia era demandato a strutture sparse in varie realtà della provincia: Castiglion Fiorentino, Pieve al Toppo, Castiglion Fibocchi e Sansepolcro. Rossi tra l'altro sottolinea che il flusso dei migranti non deriva dalle richieste dei comuni ma dalle disposizioni ministeriali che passano attraverso le coordinate della Prefettura. In pratica lo spazio che prima occupava la Fraternita, verrà preso da altri. 

Altra cosa è poi il progetto della Grande Fraternita che questa Giunta ha in cantiere. Era naturale che se da una parte togli, dal'altra aggiungi. E su questo il Primo rettore Rossi (Pierluigi) è stato abile ad esigere la compensazione dei servizi. Nel nome della Misericordia naturalmente....