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FACEAPP: Cosa c'entra con la fobia di invecchiare...

Salute e Bellezza del
di Elisa Marcheselli
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FACEAPP: Cosa c'entra con la fobia di invecchiare...

FaceApp, l'app in grado di invecchiare le foto, scaricata ottanta milioni di volte nel mondo, è un modo affinché gli utenti cedano in maniera gratuita dati importanti di se stessi. Tra questi anche quelli biometrici. L'Istituto Italiano della Privacy ci informa che le regole alle quali si aderisce per scaricare l'app non sono aggiornate al nuovo GDPR. È necessario sapere dove finiscono i nostri dati e l'uso che ne viene fatto. Il vicepresidente nazionale del Codacons, l’applicazione di editing fotografico avrebbe un trattamento dei dati personali quanto meno sospetto. Secondo l’associazione di tutela dei consumatori, la casa sviluppatrice russa utilizzerebbe le nostre immagini per fini commerciali senza che noi ce ne rendiamo completamente conto e senza che possiamo fare nulla per opporci.

Quindi l'uso consapevole della tecnologia, evitando di cadere in giochi che sicuramente hanno obbiettivi che non sono esplicitati alla collettività. 

E poi riflettiamo: quanto sia utile fornire al nostro cervello un'immagine di vecchiaia di noi stessi. Perché interferire anticipatamente con la rappresentazione mentale di noi? Contribuiremo così a mobilitare i nostri pensieri ad un'immagine di vecchiaia che non è detto sia quella che naturalmente nel corso degli anni potrebbe sopraggiungere.

A livello psicologico, costruire anche l'immagine della futura vecchiaia significa togliersi la capacità di pensare e ragionare in maniera propositiva e migliorativa. Forse l'immagine migliore di sé da grandi dobbiamo costruirla a partire dal presente, con un sano stile di vita tra mente e corpo.In psicologia esiste la cosiddetta paura del tempo che scorre o paura dell'invecchiamento.

Si manifesta alla comparsa delle prime rughe, e viene percepita con paura verso un cambiamento fisico verso il quale le persone attivano un sentimento di impotenza. Il corpo si trasforma costantemente, biologicamente cominciamo a "invecchiare" a 22 anni in quanto il processo evolutivo di crescita arriva al suo massimo compito; sta a noi rendere questo cambiamento armonioso e non catastrofico.

Alcuni psicologi parlano della Sindrome di Dorian Gray, servendosi del nome del protagonista del celebre romanzo di Oscar Wilde (1890), il quale temeva di vedere il suo riflesso invecchiato allo specchio. Alcuni studi attuali di psicologia parlano di “gerascofobia”: definita come una paura eccessiva e ossessionante di invecchiare. Nella gerascofobia, studiata fin dagli anni ‘60, frequente è la convergenza con altri tipi di fobie e sintomi ansiosi, unitamente ad un sentimento di mancanza di realizzazione personale . Come avviene per le altre fobie specifiche, essa si associa spesso a quadri psichiatrici complessi.l'esasperazione di questa percezione di paura di invecchiare può evolversi in un disturbo di dismorfofobia, ovvero dove il corpo viene visto in una maniera alterata e dove la ricerca al rimedio, anche chirurgico, diviene esasperata e senza fine, dove un ritocco porta ad un altro ritocco.

Rientra tra le fobie specifiche e le persone, per superare la paura e controllare i cambiamenti del corpo, possono ricorrere ad eccessivi aiuti chirurgici. La buona forma fisica aiuta anche ad aumentare l'autostima e la fiducia in sé. Ma la cosa più funzionale da attuare è quella di iniziare o mantenere un buon stile di vita, aumentando la qualità della vita in tutti i campi esistenziali. La bellezza in fin dei conti è armonia tra varie parti: mentali fisiche e spirituali. Il concetto di giovinezza non dovrebbe avere una connotazione anagrafica ma bensì dovrebbe essere percepito come un modo di essere e di pensare e di affrontare i cambiamenti della vita.

www.elisamarcheselli.it

Dott.ssa Elisa Marcheselli