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Scoperti e denunciati dalla polizia quattro truffatori in Valdarno

Cronaca del
di Luigi Alberti
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Scoperti e denunciati dalla polizia quattro truffatori in Valdarno

Truffatori nel mirino del Commissariato di Polizia di Stato di Montevarchi. Quattro i denunciati, tre per il raggiro dei falsi contratti dell’energia e uno perchè aveva messo in vendita un’aspirapolvere online senza mai consegnarla.Nel primo caso le indagini sono partite dopo alcune denunce di valdarnesi che a fine dello scorso anno si erano visti recapitare dal Servizio Elettrico Nazionale la comunicazione di chiusura del loro contratto di fornitura di corrente perchè risultano clienti di un nuovo gestore, senza che l’avessero mai richiesto.In questo caso i contratti erano stati stipulati utilizzando i dati anagrafici esatti, nome, luogo e data di nascita, ma con le altre indicazioni utili, come i documenti di identità e il codice fiscale oltre all’indirizzo di residenza e soprattutto la firma, contraffatti.I poliziotti hanno acquisito dalla società subentrata tutti gli elementi utili per risalire all’identità dei collaboratori che avevano sottoscritto i contratti, denunciando un romano di 29 anni, un marocchino di 22 e un quarantaduenne di Napoli.Tutti risultavano collaboratori di un’agenzia di servizi di Casalnuovo di Napoli, con cui il gestore della rete elettrica aveva stipulato un accordo per l’acquisizione di proposte contrattuali di gas ed energia.Ulteriori verifiche hanno appurato che nessuno dei tre indagati risultava impiegato nella ditta di servizi.Denunciato per truffa anche un ventiduenne di origini salernitane. Aveva pubblicato sul portale Subito.it l’inserzione per la vendita di una aspirapolvere al prezzo di 430 euro che un valdarnese aveva saldato con bonifico bancario. La merce però non era mai arrivata e per questo la vittima del raggiro si era rivolto agli uffici di Pubblica Sicurezza.Anche qui l’identificazione è avvenuto attraverso accertamenti sull’ ID seriale con il quale era stato inserito l’annuncio di cui veniva pure individuato l’IP di collegamento alla rete. Verifiche che hanno consentito agli agenti di identificare anche un diciannovenne pugliese complice del campano e già conosciuto per precedenti specifici.