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E Matteoni è riuscito a spengere quel cerino

Editoriale del
di Luigi Alberti
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E Matteoni è riuscito a spengere quel cerino

Era rimasto con il cerino in mano. Ma non ha avuto paura di bruciarsi. Mercoledi prossimo Marco Matteoni presenterà il nuovo assetto societario dell'Arezzo post Ferretti. Sarà bizzarro, originale, per certi aspetti  anche pittoresco questo imprenditore capitolino che è sbucato all'improvviso e che si è trovato in mezzo ad un vortice che avrebbe rischiato di fare saltare il banco se non avesse avuto fin da subito le idee chiare. Matteoni ha avuto un grande pregio: è stato di parola e ha mantenuto quello che aveva detto davanti ad una platea di tifosi, da una parte incazzati e dall'altro delusi. Con la sua scelta ha dato anche uno schiaffo alla città dormiente che, tranne poche eccezioni che in Comune gli hanno assicurato il sostegno, non solo morale, ha assistito quasi con indifferenza ai travagli del pallone amaranto, sempre alle prese con situazioni paradossali. Matteoni ci ha messo la faccia, il fisico esuberante e i quattrini. Piaccia o no si è accollato una situazione debitoria pesante ed è stato chiarissimo. Presenterà un piano di rientro, cercando di programmare e normalizzare una società su cui pesa il fardello delle penalizzazzioni che ci auguriamo non possano precludere la permanenza in categoria. Un bel segnale, un regalo di Natale arrivato in leggero ritardo che permette a tutti di fare un bel sospirone. Per ora gli diamo il benvenuto. Se lo merita. Una volta tanto abbiano visto uno che antepone i fatti alle parole. E visti i tempi: non è poco! Per il resto Forza Cavallino Rampante. La corsa continua. Con un nuovo cavaliere.