Il mostro sei tu: se guardi e non agisci!

Salute e Bellezza del 26-06-2017
di Elisa Marcheselli

Il mostro sei tu: se guardi e non agisci!

Cari amici si parla e si sente parlare spesso di bullismo e cyberbullismo, e proprio in questi giorni il caso di Ilaria Bidini ha riaperto il dibattito. La 31 enne aretina affetta da una malattia genetica che crea anomalie nella sintesi del collage, e quindi problemi a carico della struttura ossea (osteogenesi imperfetta) è stata offesa e criticata sui social dopo la  pubblicazione di un suo video su Fanpage.it con una vera e propria violenza verbale gratuita. Riguardo questa notizia vorrei sottolineare l’aspetto che apre una speranza, ovvero la solidarietà di 2 milioni di persone che hanno visto il video. Ovvero queste persone sono state in grado di promuovere una cultura dell’empatia versus una cultura dell’odio e della discriminazione. Ed è proprio questo che dobbiamo fare: promuovere una cultura della comprensione e dell’empatia on line in grado di denunciare qualsiasi forma di  violenza.E’ un problema più grave di quello che si possa pensare, invade le menti, schiaccia la persona, diventa una sorta di quotidiana tortura silente che mina l’autostima, favorisce vissuti depressivi, l’autolesionismo e aumenta notevolmente la probabilità di tentare il suicidio.  Tra le vittime di cyberbullismo, infatti, circa la metà ha pensato di togliersi la vita, e una pari percentuale pratica autolesionismo: si fa cioè intenzionalmente del male, si taglia con lamette o altri oggetti appuntiti, si brucia, ha dato pugni al muro, ecc. L’11% di loro, poi, dichiara di aver addirittura tentato di uccidersi. Le vittime di bullismo on line sono quindi particolarmente esposte a uno stress dalle conseguenze potenzialmente tragiche. Basti pensare che ben il 77% di essi si dichiara depresso e triste. Ad aggravare la situazione, si aggiunge il dato per cui circa il 62% delle vittime di cyberbullismo confessa di essere preso di mira anche nella vita reale.   Gli americani definiscono il bullismo come “un’epidemia silenziosa”, che Internet ha reso ancora più nascosta. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istat sul bullismo (Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi), pubblicato a dicembre, tra i ragazzi che usano cellulare e Internet, il 5,9 per cento ha denunciato di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, mail, chat o social network. Vittime, più di tutti, sono le ragazze: il 7,1% contro il 4,6 dei ragazzi. Si parla di statistiche che riguardano soprattutto adolescenti di età tra i 14 e i 17 anni. Più di nove adolescenti su dieci usano un telefono cellulare, la metà usa un personal computer, sette su dieci usano Internet. Due ragazzi su tre, poi, ritengono che il cyberbullismo sia un fenomeno in crescita. Dati che non tengono conto di chi non denuncia.  Alla luce di questi fatti diventa fondamentale intervenire su questo pericoloso fenomeno in crescita che chiama in causa l’identità digitale e le sue ripercussioni pericolose sulla vita reale del soggetto. L’azione di cyberbullismo và a  ledere la reputazione on line del soggetto, creando vergogna senso di frustrazione e senso di impotenza in chi subisce tale comportamento vessatorio.   Prendendo spunto dalle Linee Guida del Telefono Azzurro segnalo in particolare, tre aspetti da monitorare; contatti: insegnando ai ragazzi come instaurare relazioni online in modo sicuro e attento e spiegando che cosa ci si aspetta da loro relativamente alla comunicazione online. Aiutare quindi i ragazzi a riconoscere e a proteggere sé stessi da bulli online, hacker, truffatori e predatori. Contenuti: spiegare in modo chiaro quali sono i contenuti accettabili. Sono sicuri, responsabili e morali? Questo vale sia per i contenuti caricati che per quelli visualizzati. Spiegare ai ragazzi che Internet è per sempre: tutto ciò che viene pubblicato online viene registrato e archiviato. Comportamenti appropriati: mostrare ai ragazzi il comportamento corretto da adottare online. Aiutarli a comprendere che le cose scritte online determinano la loro reputazione. Poiché il Web mantiene l'anonimato, alcuni ragazzi diventano disinibiti. Per questo devono essere aiutati a comportarsi da brave persone sia online che offline. Concludo mostrando tutta la mia solidarietà alla grande Ilaria!! Grazie  

Dott.ssa Elisa Marcheselli  

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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