Gagini in Vucciria

di Camilla Martini

Gagini in Vucciria

A Palermo la vista si riempie e i palazzi si inchiodano nella memoria.

La bellezza di questa città, data dall’andirivieni delle numerose civiltà che hanno lasciato un’impronta del loro passaggio, è maestosa e si scontra con la quotidianità e con tutte le sue contraddizioni. Si resta di stucco nei confronti della sua complessità e si respira un’aria di grandezza e, allo stesso tempo, decadenza.

Proprio fra i suoi quartieri e i suoi mercati, così caotici e caratteristici, sorge Gagini Social Restaurant in Vucciria. Un angolo di quiete placida e di eleganza, scavato all’interno di un palazzo del XVI secolo in cui lo scultore Antonio Gagini creava le sue opere più preziose. I padroni di casa, Franco Virga e Stefania Milano, sono riusciti a valorizzare questo spazio in pietra viva, già dotato di un proprio fascino intrinseco, e a renderlo moderno e sofisticato. L’ambiente, illuminato dalla leggera luce delle candele, è studiato nei minimi particolari e arredato con veri e propri pezzi d’arte, come i tavoli creati appositamente dall'artista Alfred Von Hersch. La cucina, invece, è nelle mani di Gioacchino Gaglio, un uomo gentile e un cuoco eccezionale. Abbiamo avuto il piacere di conoscerlo a fine serata e la sua personalità rispecchia alla perfezione la delicatezza e l’estro presenti nei piatti. Mi ha colpito moltissimo il gioco delle consistenze diverse e il colore vivo, buono e sano di tutti gli ingredienti.

Cominciamo, quindi, con un’entrée davvero azzeccato e gradito soprattutto a chi, come noi, non è nativo palermitano: piccoli arancini, pane croccante con olio, una cialda dal sapore biscottato adagiata su sale grosso e piccoli burger con acciughe. Mare, sole, fritto e Sicilia!

La successiva portata è stata un’autentica dimostrazione di come la semplicità e il gusto, unendosi, diano vita a grandi preparazioni: linguine ai pomodorini con astice e gamberi rossi. La forza di questo piatto sono indubbiamente gli ingredienti freschissimi e una cottura pura dei crostacei, “macchiata” soltanto dalle note rosse del pomodoro. Il secondo è stato invece una scoperta: sottilissime tagliatelline di seppia, con pistacchio di Bronte, asparagi e mandorle. Qui, l’innovazione dello chef. In bocca, credetemi sulla parola, ho avvertito sapori che non avevo mai gustato. Il mare mescolato alla dolcezza amara delle mandorle dà vita, insieme alla croccantezza del pistacchio, ad un piatto bello, buono e davvero interessante.

Finalmente i dolci. Dico “I”, perché prima del dolce ordinato ci hanno portato un pre-dessert davvero da mozzare il fiato. Un piccolo pomodoro caramellato con crumble di pane e una pallina di gelato al gelso per regalare quella punta rinfrescante così gradita al palato. Come ho detto incredibile, talmente incredibile che ne ho chiesto un altro. Il dolce vero e proprio è stato una leggera e gustosa conclusione di una delle cene che mi sono rimaste più nel cuore. Cassatella alle more e gelsi con gelato alla cannella e cialda al forno. Innovativo, perché assolutamente diverso dalla classica cassata siciliana, delicato e friabile allo stesso tempo; buonissimo!

Sono rimasta davvero entusiasta di questo ristorante, specialmente perchè in tutti i piatti scelti, nonostante l'uso di ingredienti completamente diversi, ho assaporato e notato una grande coesione che rispecchia perfettamente l'idea alla base della cucina di Gagini: il coinvolgimento dei sensi. Prima, la morbidezza delle linguine, poi l'incisività delle mandorle e il pistacchio croccante, infine la fresca e moderna rivisitazione di un dolce tradizionale. Vista, olfatto e gusto si fondono in modo da poter godere a pieno di una cucina votata al rispetto delle meterie prime siciliane con un tocco di innovazione. Se passate da Palermo, non potete non fermarvi una sera in questo affascinante ristorante, che propone non solo una cena, ma una vera e propria esperienza all’interno dei sapori più autentici e nuovi di una città dal fascino tutto suo.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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