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Recuperati a Levane quadri del 1600 rubati a Città di Castello

Cronaca del
di Luigi Alberti
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Recuperati a Levane quadri del 1600 rubati a Città di Castello

Operazione contro il traffico di opere d’arte nella provincia di Arezzo è stata portata a termine dai militari della Compagnia di San Giovanni Valdarno ed in particolare dai   Carabinieri della Stazione di  Levane .L’attività di indagine  iniziata nella seconda metà del 2017, ha consentito di portare a termine due importanti operazioni di servizio iniziate come attività finalizzata alla repressione contro i furti in appartamento nel Valdarno.In effetti  questa volta la refurtiva era particolare poiché si è trattato  del recupero di  materiale di interesse artistico  di ingente valore economico ed artistico che altrimenti sarebbe andato irrimediabilmente perduta nel c.d. “mercato nero” delle opere d’arte rubate particolarmente attivo in questa provincia per i numerosi amanti dell’antiquariato.I militari levanesi hanno iniziarono le attività di indagine nel luglio dello scorso anno, a fronte  di una iniziale denuncia contro ignoti presentata presso i Carabinieri di Città di Castello da parte di un noto avvocato del posto che aveva visto trafugati dal proprio studio tre quadri di ingente valore, tutti risalenti al 1600, più un quarto quadro, sempre del 1600, denunciato scomparso a seguito di appropriazione indebita.A seguito degli accertamenti della Stazione di Levane, orientati inizialmente verso un noto antiquario di Montevarchi al quale l’avvocato umbro si era rivolto per la vendita del quarto quadro, emergeva come lo stesso antiquario, oltre a trattenere indebitamente il quadro, avesse preso parte direttamente anche al furto presso lo studio del legale.I militari della Stazione, approfondendo gli accertamenti, rintracciavano anche ulteriori due correi dell’antiquario e identificavano quale destinatario finale dei quadri di valore un prelato del Valdarno aretino, verso il quale venivano ricettati tutti e quattro i quadri, del valore complessivo di circa 90.000 (novantamila) euro, pagati dall’uomo di Chiesa solo poche migliaia di euro.Presso l’abitazione del prelato, sottoposta a perquisizione alla quale partecipava anche personale specializzato del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico dell’Arma, veniva prima rintracciato uno solo dei dipinti (quello dell’appropriazione indebita) e solo successivamente venivano poi consegnati anche i tre quadri trafugati, dei quali era stata negato inizialmente il possesso.I militari levanesi, su disposizione dell’autorità giudiziaria perugina che concordava con le risultanze investigative della Stazione valdarnese, eseguivano in data odierna tre misure cautelari, sottoponendo agli arresti domiciliari l’antiquario, attualmente domiciliato in Umbria, mentre per i due correi (indagati in stato di libertà anche per numerosi furti in esercizi commerciali) veniva disposto ed eseguito l’obbligo di dimora nel comune di Montevarchi unitamente all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria ; il prelato veniva infine deferito in stato di libertà alla Procura aretina per il reato di “ricettazione”.I quattro quadri del ‘600, raffiguranti un ragazzo in abiti d’epoca e dei “parrucconi” (ndr: uomini di legge), uno di dimensioni 2.20 x 1.50 metri, gli altri di dimensioni leggermente più ridotte (m. 1.20 x 0.80 e 1.30 x 1.00), saranno presto restituiti all’avente diritto che ha espresso particolare soddisfazione per l’operato dei militari valdarnesi. In una seconda operazione di servizio, ha inoltre terminato le operazioni di rintraccio di praticamente tutti i libri trafugati in un furto nel mese di febbraio 2017 da una villa di una signora montevarchina.Una iniziale perquisizione, compiuta dai militari nel mese di giugno 2017 a Casagiove, in provincia di Caserta, aveva portato al rinvenimento della maggior parte dei libri antichi, detenuti da un pregiudicato italiano che veniva pertanto denunciato per “ricettazione”.L’esame dell’account “e- bay” del soggetto, ha permesso ai militari di risalire a moltissimi libri venduti in varie parti d’Italia, rintracciandoli quasi tutti presso gli ignari acquirenti che opportunamente sentiti quali persone informate sui fatti, li hanno riconsegnati presso i vari Comandi Stazione dell’Arma sparsi sul territorio: Olbia, Fontanellato (PR), Rieti, Bagnacavallo (RA), Milano, Sacile (PN), Roma, Castiadas (CA), Valdobbiadene (TV), Peschiera del Garda (MN), Lecco, Casatenovo (LC), Torre Pellice (TO), Montignoso (MS), Castellanza (VA), Thiene (VI) alcuni dei Comandi interessati dove risiedevano gli acquirenti dei libri usati.I numerosi manoscritti antichi, dal ‘500 in poi, anch’essi di ingente valore, saranno a breve restituiti alla legittima proprietaria.