Boston - Caccia all'uomo: la città si rimette in piedi

Cinema del 29-04-2017
di Niccolò Sandroni

Boston - Caccia all'uomo: la città si rimette in piedi

Il 15 aprile 2013 due fratelli ceceni causarono la morte di tre persone ed il ferimento di oltre duecento durante la maratona di Boston. L’attentato fu realizzato attraverso degli ordigni artigianali creati con delle pentole a pressione contenenti pezzi di ferro. Il film diretto da Peter Berg racconta questo tragico evento ripercorrendo i momenti precedenti all’attentato ma concentrandosi poi in particolar modo sulla successiva fase di ricerca dei colpevoli. Il film, che nelle sale italiane è intitolato “Boston - Caccia all’uomo”, ha come titolo originale “Patriots day" ed è basato sul libro “Boston Strong”, quest’ultimo divenuto anche un motto che sottolinea la forza della città nel risollevarsi dopo l’attentato.

Come una grande parata in pieno stile americano il film ha un cast molto famoso: il sergente Tommy Saunders è interpretato da Mark Wahlberg, Kevin Bacon ha il ruolo dell’agente dell’FBI Richard DesLauriers, il commissario è John Goodman ma c’è spazio perfino per J.K. Simmons anche lui sergente della polizia. La storia è narrata facendo riferimento a diversi punti di vista così da fornire tutti gli elementi utili circa le dinamiche dei fatti; particolare attenzione viene però data al sergente Tommy Saunders e ai due fratelli attentatori Džochar e Tamerlan Carnaev. Da un lato un agente di polizia impulsivo che a causa del suo comportamento è obbligato ad essere di pattuglia per la maratona, dall’altra la follia dell’estremismo religioso di due fratelli che senza alcun rimorso compiono un attentato e si apprestano a farne un secondo a New York.

Dopo l’attentato e con l’inizio della caccia ai due terroristi inizierà a salire l’adrenalina con un coinvolgimento ben orchestrato dello spettatore nella fase della ricerca di informazioni utili da parte degli agenti, della fuga e della latitanza degli attentatori oltre che nella sequenza di uno scontro a fuoco molto realistico. La pellicola, a tratti un docufilm, mostra non solo l’offuscamento della ragione dei due fratelli e la sofferenza causata da un gesto così efferato, ma anche l’orgoglio a stelle e strisce su più livelli: da quello di quartiere a quello cittadino arrivando a quello nazionale con il corrispondente intervento delle varie forze di polizia, ciò che in ambito giuridico viene chiamato principio di sussidiarietà. Infatti, il titolo sia del film che del libro da cui è tratto, insieme ad alcune battute del film stesso, mostrano il senso di appartenenza delle persone rivolto non soltanto al livello nazionale, ma anche e soprattutto a quello cittadino e di quartiere.

“Boston - Caccia all’uomo” rientra in quel genere patriottico statunitense che vede tra i suoi predecessori due storie, entrambe realmente accadute, che hanno avuto trasposizioni cinematografiche di maggiore successo: Zero Dark Thirty e American Sniper. Si pone dietro questi film perché è evidente lo sforzo che fa nel sottolineare come l’amore sia l’unico strumento con cui combattere gli estremisti. Nello specifico questo avviene con un monologo del protagonista il quale non si concilia con la fase in cui si trova la storia in quel momento e nemmeno con il personaggio che lo pronuncia. Al contrario, la conclusione del film con le testimonianze delle vittime, del loro spirito combattivo e della loro ambasciata di pace, risulta essere un finale perfetto.

 

 

 

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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