1984 vs Brave New World. Distopie a confronto.

Letture e Poesie del 10-04-2017
di Francesco Germani

1984 vs Brave New World. Distopie a confronto.

La distopia è un genere letterario connaturato alla fantascienza, che parla di mondi futuribili e contesti possibili caratterizzati da società indesiderabili, scientiste e tecnocratiche, totalitarie ed angoscianti. La negatività che pervade le opere distopiche è spesso percepibile solo dal punto di vista del lettore o dello scrittore, mentre i personaggi non riescono a vedere che da una prospettiva limitata e assuefatta almeno in parte allo status quo. Ed proprio questo che trasmette l'angoscia maggiore, i personaggi sono "schiavi" e non se ne rendono nemmeno conto; argomento completamente attuale e a suo modo carico di satira nera. Parlando di distopie i capisaldi sono due romanzi, paralleli, ma distanti: 1984 di George Orwell e Il Mondo Nuovo (Brave New World) di Aldous Huxley.Orwell chiaramente influenzato dal suo tempo, descrive la struttura e la simbologia di un mondo distopico diviso in caste militari e controllato da un essere eterno e immutabile, Il Grande Fratello, attraverso gli occhi di un uomo semplice. In questo caso l’essere umano privato di qualsiasi senso critico si rifugia nel terrore dell’appartenenza, diventa una collettività senza ragione. Una massa informe di violenza ciecamente piegata dalla volontà del partito, dal conformismo della gente e dai dettami del Socing. Appare per la prima volta una nuova geniale concezione di guerra, non più intesa come alfiere della conquista ma come prigionia senza fine per l'uomo che si ritrova ad avere sempre un nemico da incolpare e un tempo ciclico e ripetitivo.La storia di Huxley appare più disarticolata ma la rappresentazione sociale descritta è talmente potente da richiamare ancora oggi spunti e collegamenti. La società descritta da Huxley è l'estremizzazione del paradigma organizzativo moderno, con una gran dose di positivismo indotto, trasposto in tutte le dimensioni della vita umana, dalla nascita in provetta alla morte. Alla base dell’ecosistema vi è un’inesorabile catena di montaggio umana, paradossalmente perfetta e felice alla luce del giorno in quanto inconscia e condizionata ad esserlo, assuefatta dalla droga, dai piaceri individuali, dall’orgia collettiva. Non c'è violenza esplicita, né guerra, né vaporizzazioni, perché non servono più, tutto ciò che serve per controllare l'uomo è il vuoto benessere.La differenza tra i due libri è sostanziale, Orwell descrive un mondo senza speranza, soggiogato da un regime marcando tutti i difetti con estrema nitidezza. Huxley sovverte l’oggetto del controllo anticipando l’epoca contemporanea, delineando fra le righe un primo prototipo dell’uomo postmoderno, disincantato, blasé e individualista. La differenza fondamentale è che in Orwell la verità viene nascosta dal regime e l’uomo è soggiogato dalla staticità di una finzione politicamente orchestrata, mentre in Huxley la verità viene sepolta da un mare di notizie irrilevanti e l’uomo è assuefatto dai suoi piaceri e da una società che glieli impone.In Orwell le pubblicazioni dei libri sono tenute sotto stretto controllo dalla censura rigida e serva del partito, in Huxley non serve nessuna censura, perché non c'è motivo di proibire un libro che comunque nessuno è interessato a leggere assorbito da idiozie e leggera vacuità.In breve Orwell temeva che a rovinarci sarebbero state le cose che odiamo, Huxley riteneva che sarebbero state le cose che amiamo a portarci alla rovina.

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