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Arezzo, grazie Pavanel, allenatore, padre e leader

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Arezzo, grazie Pavanel, allenatore, padre e leader

La straordinaria prestazione di Olbia rilancia il brand Arezzo nel momento più importante della stagione. C'è una partita doppia da giocare, in campo e fuori. Sul terreno di gioco il successo in terra in Gallura assume un significato epico. Vincere rimontando due gol, senza Moscardelli, il giocatore bandiera del gruppo, ci offre lo spessore tecnico e umano di un collettivo, che sebbene indebolito dal mercato invernale, è riuscito a comporre un bel mosaico. Il merito maggiore è sicuramente dell'allenatore Massimo Pavanel, l'uomo della provvidenza che in poco tempo, in una situazione, per dirla alla Capuano, al limite dello strapazzo mentale, è riuscito a tenere la barra dritta e pilotare con grande capacità una squadra in mezzo alla tempesta. Perso per causa di forza maggiore il punto di riferimento in campo la squadra ha esaltato le virtù tecniche di Aniello Cutolo, napoletano con gli occhi da scugnizzo verace che in gennaio qualcuno voleva mandare via e tattiche con quel De Feudis che in mezzo al campo è tornato a giostrare come ai tempi belli del Cesena. In difesa la fisicità di Muscat è stata ben assecondata dalla sfrontatezza di Varga. E poi spazio per i giovani che di partita in partita dimostrano progressi incredibili ad iniziare da Benucci per finire a Semprini che anche in Sardegna ha giocato una partita mostruosa. Ma quello che spicca è lo spirito di squadra. Un gruppo di grande valori che non può essere lasciato solo. Sabato il derby con il Siena capolista, lunedi la partita in Tribunale. Entrambe possono essere vinte se stiamo uniti.