L’elogio di Marasco e della musica popolare

Musica del 12-04-2017
di Lorenzo Diozzi

L’elogio di Marasco e della musica popolare

Ogni regione d’Italia vanta una vasta cultura di canti, stornelli, cori e preghiere che mette insieme la tradizione dotta con l’ironia popolare. La Toscana tuttavia più di altre regioni può vantare un artista come Riccardo Marasco che nella sua carriera ha saputo raccogliere ed amplificare questa cultura. Si faccia attenzione che la parola “cultura” deve essere letta nella sua accezione più letterale, non quindi con il significato di conoscenze nozionistiche dei libri ma con il significato di sistema di credenze, costumi e comportamenti che caratterizzano un certo popolo.

Marasco è stato un finissimo osservatore ed ascoltatore degli artisti più noti della tradizione toscana come Odoardo Spadaro, Nando Vitali, Rino Benini e Silvano Nelli. Ma cosa più importante è stato prima di tutto un ascoltatore attento dei canti e degli stornelli che le persone comuni intonano nella vita quotidiana. Fischiettando certe melodie o canticchiando, magari inconsciamente, certe rime teniamo infatti in vita una tradizione ritmica popolare che può avere radici antichissime. Certi brani spesso sono banalmente attribuiti ad “autori ignoti” quando non se ne riesce ad etichettare la provenienza, ignorando come invece l’autore sia più che noto, sia la nostra storia e siamo noi stessi. Ogni famiglia toscana utilizza particolari espressioni, canti e battiti di mani e addormenta da generazioni intere i propri cittini con le stesse ninne nanne e Marasco ha sempre avuto orecchie interessate per questa cultura musicale. Nell’assistere ai suoi concerti era frequente che tra una canzone e l’altra l’artista raccontasse la storia di come la fortuna gli avesse fatto per caso udire alcune donne cantare o pregare insieme con cantilene tradizionali o di come gli avesse fatto ascoltare cori maschili intonati nel lavoro o nell’ozio. Marasco, un po’ forse per deformazione professionale e un po’ per passione personale, non si lasciava sfuggine nessuna rima e nessun ritmo per accrescere ogni volta il suo bagaglio culturale. Ricordatevi il significato di “cultura” detto all’inizio poiché il bagaglio di Marasco non era fatto di tomi enciclopedici ma di oggetti comuni.

La carriera di Riccardo Marasco non è fatta solo di canzoni ma anche di sperimentazione teatrale realizzata portando sul palco liriche, rime e serenate con un atteggiamento da genuino giullare. Pensando a lui sul palco viene infatti subito in mente l’immagine iconica di lui seduto e coperto in parte da grandi e raffinati strumenti musicali dai quali si vedeva sempre il suo sorridente volto. La tradizione di questi canti essendo una tradizione toscana e rispecchiando l’animo della regione è fatta necessariamente di rime goliardiche e satiriche che vedono noti personaggi fiorentini e toscani e altri personaggi stereotipati della nostra società affrontare situazioni assurde e divertenti ma mai impossibili o eccessive. Ogni persona si rispecchia nelle canzoni di Marasco e ride proprio perché ride di se stesso nella maniera più goliardica ed edificante.

Nel folle mondo moderno è molto concreto il rischio di perdere e dimenticare certi canti, certe rime e anche certi comportamenti che sono la cultura di un popolo. A ricordare certe canzoni sono molto spesso soltanto le persone più anziane e come è noto l’anzianità si porta via la memoria e la morte si porta via le persone. Bisogna prendersi carico di avere una forte memoria storica della propria tradizione e cultura e tenere presente di come questa tradizione non sia incompatibile con lo sviluppo e la globalizzazione ma che addirittura probabilmente ne sarebbe una ottima maestra. Questi stornelli sono e devono essere indelebili e per fortuna Marasco li ha resi accessibili e noti a tutti e Marasco in primis è e deve essere indelebile.

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere. 



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