Jessica Chastain si veste da Claire Underwood

Cinema del 17-09-2017
di Niccolò Sandroni

Jessica Chastain si veste da Claire Underwood

Questo è un periodo prolifico per Jessica Chastain, da pochi giorni nelle sale dei cinema con Miss Sloane - Giochi di potere e nel prossimo futuro con altri tre: The Zookeeper's Wife, Woman Walks Ahead (di cui parlano molto bene dopo la proiezione al Toronto Film Festival) e Molly's Game. L’attrice statunitense nella sua carriera ha collaborato già con grandi registi come Christopher Nolan per Interstellar e Terrence Malick con The Tree of Life e non accenna a fermare il consenso della critica e del pubblico nei suoi confronti. In Miss Sloane - Giochi di potere l’attrice dai capelli rossi e la pelle bianco avorio si mette nei panni di una lobbista americana, spregiudicata e determinata a raggiungere i suoi obiettivi. Il film è un thriller politico e ci racconta il dietro le quinte delle decisioni prese nelle stanze del potere.

Negli Stati Uniti il lobbismo è una pratica consolidata in cui vengono esercitate delle influenze verso i politici per orientare poi a sua volta l’azione politica di questi nei rispettivi organi istituzionali. È un aspetto che viene spesso rappresento nei film e nelle serie tv e Miss Sloane - Giochi di potere è solo l’ultimo esempio di come si svolge questo gioco cinico che caratterizza l’ambiente politico. Elizabeth Sloane è una lobbista di spicco a Washington e viene individuata come la donna capace di orientare l’elettorato femminile verso il secondo emendamento del Bill of Rights, cioè il diritto di possedere armi da parte dei cittadini, tema centrale nel dibattito americano da sempre. Nonostante l’investitura ricevuta da parte del rappresentate della destra pro-armi, la Sloane mette subito in chiaro che non sarà “della partita”. Nel mondo della politica, e di ciò che vi ruota intorno, cambiare casacca non è niente di sconvolgente e il passaggio della Sloane tra chi invece vuole regolarizzare le modalità di accesso al possesso delle armi non ci sorprende. Non è una questione di onore o di coerenza, è una questione di vittoria o meno, questa è l’unica cosa che conta per Elizabeth Sloane. O almeno questo è quello che vuole farci credere. Due sono i punti cardine di questo “sporco” lavoro: un piano ben congeniato dove la tempistica è tutto - fondamentale risulta essere il momento in cui si giocano le proprie carte, come ci dice la protagonista ad inizio e fine film - e ricordarsi bene la massima “il fine giustifica i mezzi”, o se preferite qualcosa di più recente “perpetrare il male per garantire il bene” come dice l’Andreotti di Toni Servillo ne Il Divo.

La fotografia, i tempi, i dialoghi e ovviamente i temi, sono elementi che abbiamo già visto nella serie tv House of Cards. C’è grande affinità ma non di più. Infatti Elizabeth Sloane è sì senza scrupoli e pronta a tutto pur di ottenere il suo risultato, ma non arriva (e non arriverebbe mai) a fare quello che Frank e Claire Underwood ci hanno fatto vedere in questi anni. A tratti si possono notare anche alcune similitudini anche con un altra serie tv che orbita intorno alle sale del potere: Homeland. Le due protagoniste infatti hanno in comune l’uso di psicofarmaci ma anche l’inclinazione alla sorveglianza non consentita.

La scena è ovviamente dominata dalla protagonista Jessica Chastain. Le inquadrature in primo piano dell’attrice mostrano tutta la sua bellezza con i tratti ben definiti della sua mascella, i vestiti Saint Laurent ed il portamento che comunicano perfettamente la tenacia del personaggio e aiutano a superare i dialoghi a volte tecnici del mondo della politica, i quali altrimenti disorienterebbero lo spettatore facendo perdere interesse per la storia. In definitiva, se vi piace House of Cards vi piacerà anche questo film, se poi vi piace come a me Jessica Chastain lo apprezzerete ancora di più.

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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