Le buone erbe: la cicerbita selvatica

Natura del 06-03-2017
di Virginia Nistri

Le buone erbe: la cicerbita selvatica

È primavera, il periodo giusto per mettere il naso fuori dalla porta di casa e regalarsi salutari e rilassanti passeggiate nel verde. Tra le tante erbe e piante che crescono e si sviluppano nelle campagne ce ne sono alcune commestibili e dotate di proprietà utili al nostro organismo. Una di queste è LA CICERBITA SELVATICA.

La cicerbita selvatica, il cui nome scientifico è sonchus oleraceus, è conosciuta  anche come crespigna, crespignola, allattalepre, ingrassa muli o negromoro e appartiene alla famiglia delle Asteraceae. È un’erba spontanea annuale che troviamo molto facilmente nella nostra penisola e in tutta l’area del mediterraneo. Non predilige un particolare tipo di terreno, cresce in campi, viottoli e ciglioni.

Come facciamo a riconoscerla?

Si presenta come una rosetta,  ancorata al terreno grazie alla radice fittonata. Ai lati del caule, la parte di fusto non lignificato, si alternano le foglie, lisce e opache, dai lobi increspati e dentati che terminano con un lobo triangolare sulla punta. La cicerbita è una pianta polimorfa, cioè ha una forma “tipica” ma molto variabile in natura, dove si distinguono due diverse varietà: La cicerbita comune liscia caratterizzata da linee molto più dolci e una colorazione verde tenue e la cicerbita comune spinosa che ha, come dice il nome, delle foglie molto più appuntite e un colore che dal verde si sposta verso il rosso-violaceo. I fiori sbocciano per tutto il periodo estivo all’apice del fusto, cilindrico e cavo, che si erge dritto dal centro della rosetta. Hanno un colore giallo pallido: si aprono con il sole e si chiudono se piove.

Per essere sicuri che si tratti di una cicerbita basta rompere lo stelo, da cui uscirà un liquido lattiginoso. Possiamo quindi raccoglierla tagliando la rosetta alla base con un coltellino.

Le qualità di questa buonissima erba spontanea sono riconducibili al contenuto di sali minerali, vitamine e fibre che gli donano capacità diuretiche e rinfrescanti. È molto utile inoltre per depurare l’organismo e proteggere il fegato.

Secondo un’antica credenza le foglie di cicerbita sono in grado di rianimare e ridare la forza agli uomini e agli animali. Plinio il Vecchio in un suo scritto afferma che Teseo consumò una pietanza a base di cicerbite prima di entrare nel labirinto e uccidere il Minotauro.

In cucina è un’erba molto ricercata poiché il suo particolare sapore, tendente al dolciastro, attenua l’amarognolo delle altre erbe spontanee che solitamente sono consumante assieme. Assaggiatela cruda in insalata, oppure lessa, servita con una spruzzata di limone. Scoprirete una buona e salutare pietanza da accompagnare alla vostra portata principale, senza la necessità di mettere mano al portafoglio.

A questo punto, non vi resta che mettere un paio di scarpe comode, armarvi di sacchetto e coltellino e iniziare la ricerca! 

 

#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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