2017: UN ANNO PROIETTATO SUL LAVORO

Editoriale del 02-01-2017
di Bianca Bisaccioni

2017: UN ANNO PROIETTATO SUL LAVORO

Che anno sarà il 2017? L'ottimismo è sentimento imprescindibile, naturale dunque che la speranza è quella di gettare dalla finestra le avverse difficoltà che hanno caratterizzato il 2016. Ecco perchè è d'obbligo augurarsi in momenti migliori. Beninteso, senza eccessivo ottimismo, con i piedi saldamente per terra consapevoli che il momento è quello che è: difficile per tutti.

Si parla anche di una ripresa produttiva a partire dai prossimi mesi in tutta l'Eurozona, Italia compresa, ma si prospettano tuttavia preoccupanti difficoltà nell'occupazione, anzi la disoccupazione, che potrebbe matenere livelli preoccupanti e che si discosterebbero molto poco da quelli emersi nell'anno appena concluso. Che dire dunque ai tanti giovani alla disperata ricerca di un posto di lavoro e alle tante famiglie colpite dalla mannaia dei licenziamenti e della cassa integrazione? Un popolo dove manca il lavoro finisce inesorabilmente per non avere più prospettive. Ecco perchè da parte di chi ci governa deve concentrare tutti gli sforzi possibili per ridare dignità ad un popolo che proprio sul lavoro basa il suo sviluppo di vita.

Arezzo e la sua provincia non è certo immune da questo problema, un territorio che "isola felice" non lo è ormai più da molti anni.Aspetti di malessere si avvertono non solo tra i giovani alla ricerca di un posto di lavoro ma anche da parte dei tanti che hanno perso quella sicurezza lavorativa. E questo è accaduto anche in dei settori produttivi che, una volta, qua da noi,  erano considerati di sicurezza.

Ecco perchè non bisognerà abbassare la guardia anche da parte delle Istituzioni locali che anche sul lavoro sono chiamate a fare la loro parte.



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