Memoria e Ricordo, la dignità passa anche da questi momenti

Editoriale del 10-02-2018
di Luigi Alberti
75

Memoria e Ricordo, la dignità passa anche da questi momenti

C'è tanto che lega la Giornata della Memoria a quella del Ricordo. In un Paese dove i retaggi degli steccati del passato ancora pesano come dei macigni, sarà bene fare un salto di qualità nel valutare fatti che appartengono anche alla nostra Storia. Fatti che hanno portato dolore e lutti, fatti che non possono essere etichettati come di destra e di sinistra o usati a seconda delle rispettive esgenze, anche elettorali. Chi ignora o peggio, nega l'Olocausto insulta prima di tutto se stesso. Chi sottovaluta quello che accaduto nella penisola carsica  nel 1945 va contro la ragione e l'evidenza. Ma la stessa cosa la potremmo dire per l'eccidio degli Armeni, i massacri subiti dal popolo Curdo. Per non parlare della strage di Katyn in Polonia, che sui libri di storia è liquidata come un affare minore. Ognuno ha i suoi scheletri sull'armadio. Il Regno di Sardegna massacrò i contadini siciliani a Bronte, la patria del pistacchio e bombardò Gaeta, ultimo avamposto di Franceschiello. Stragi che sono passate in secondo piano, per non parlare del'uso dei gas nella guerra coloniale fascista di Etiopia. La pulizia etnica dei comunisti titini è stato un piano preordinato che poco c'entrava con la guerra ai fascisti. Quando le milizie del maresciallo entrarono nelle città istriane a maggioranza italiana, non fecero la caccia ai fascisti ma agli italiani. E a finire dentro le foibe furono tanti che sicuramente fascisti non erano. Nel corso della Guerra di Liberazione non si parla mai dei fatti di Porzus. Partigiani italiani che vennero trucidati dai Titini con la Stella Rossa, solo perchè si opponevano alla politica annessionistica del maresciallo slavo. La vergogna delle leggi razziali fu l'anticamera di quello che poi è accaduto. Non dimentichiamo che anche in Italia c'è stato un campo di concentramento, la Risiera di San Saba a Trieste. Giovanna Carlettini, di Fdi, proporrà un atto di indirizzo al Comune di Arezzo, per portare studenti a Basovizza. Un modo netto per capire che cosa sono state le foibe. Una scelta che condividiamo. Nell'occasione potrebbe essere unita anche una escursione proprio dove i nazisti allestirono il campo di sterminio alla Risiera di San Saba. Per capire quello che per tanti anni non è stato detto. 



POTREBBERO INTERESSARTI