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Dipendenza affettiva: relazioni polarizzate

Salute e Bellezza del
di Elisa Marcheselli
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Dipendenza affettiva: relazioni polarizzate

Nel magico mondo delle relazioni umane, esistono anche i così detti rapporti di dipendenza. Spesso si costruiscono all’interno di relazioni amicali e sentimentali e si riconoscono da affermazioni di questo genere: “se tu fai così, allora io faccio così”. Per esempio: “se tu mi ami, significa che fari questo per me.. e verrai con me fino in capo al mondo”, “se tu non mi sposi vuol dire che non mi ami”, “ se tu non rinunci a questo significa che io non sono importante”…

Quando un rapporto si trasforma in una relazione di dipendenza, ad esempio in una relazione sentimentale, sorge inevitabilmente una polarizzazione e l’equilibrio si infrange. L’amore incondizionato è quello più funzionale dal punto di vista psicologico, è un amore senza diritto di possesso, è ammirazione senza venerazione, è libertà di scelta.L’equilibrio di una relazione si infrange anche quando un elemento viene confrontato o contrapposto ad un altro: “noi siamo così, loro invece non sono come noi”..là dove esiste una contrapposizione si mettono inevitabilmente in azione emozioni conflittuali, che producono una risonanza sulla propria autostima.La dipendenza affettiva è quindi una condizione relazionale negativa, caratterizzata da una assenza cronica di reciprocità nella vita affettiva e nelle sue manifestazioni all’interno della coppia, che tende a stressare e a creare nei “donatori d’amore a senso unico” malessere psicologico o fisico piuttosto che benessere e serenità.Purtroppo le esperienze relazionali, seppur negative, a volte non bastano a cambiare un modo di essere. Anche perché nella dipendenza c’è comunque una sorta di comodità e di compiacimento.

Ognuno si sceglie i suoi riferimenti: genitori, fratelli maggiori, partner, amici, maestri, che diventano così, “ancore” appoggi, appigli per vite che hanno difficoltà a scegliere e a centrarsi su se stesse. Occorre perciò un “lavoro attivo” su se stessi in grado di cambiare le cose, perché il cervello -  sceglie sempre la cosa che trova più comoda, o la meno dispendiosa – e lasciato a se stesso continuerà al solito modo.www.elisamarcheselli.itNel magico mondo delle relazioni umane, esistono anche i così detti rapporti di dipendenza. Spesso si costruiscono all’interno di relazioni amicali e sentimentali e si riconoscono da affermazioni di questo genere: “se tu fai così, allora io faccio così”. Per esempio: “se tu mi ami, significa che fari questo per me.. e verrai con me fino in capo al mondo”, “se tu non mi sposi vuol dire che non mi ami”, “ se tu non rinunci a questo significa che io non sono importante”…Quando un rapporto si trasforma in una relazione di dipendenza, ad esempio in una relazione sentimentale, sorge inevitabilmente una polarizzazione e l’equilibrio si infrange. L’amore incondizionato è quello più funzionale dal punto di vista psicologico, è un amore senza diritto di possesso, è ammirazione senza venerazione, è libertà di scelta.L’equilibrio di una relazione si infrange anche quando un elemento viene confrontato o contrapposto ad un altro: “noi siamo così, loro invece non sono come noi”..là dove esiste una contrapposizione si mettono inevitabilmente in azione emozioni conflittuali, che producono una risonanza sulla propria autostima.La dipendenza affettiva è quindi una condizione relazionale negativa, caratterizzata da una assenza cronica di reciprocità nella vita affettiva e nelle sue manifestazioni all’interno della coppia, che tende a stressare e a creare nei “donatori d’amore a senso unico” malessere psicologico o fisico piuttosto che benessere e serenità.Purtroppo le esperienze relazionali, seppur negative, a volte non bastano a cambiare un modo di essere. Anche perché nella dipendenza c’è comunque una sorta di comodità e di compiacimento. Ognuno si sceglie i suoi riferimenti: genitori, fratelli maggiori, partner, amici, maestri, che diventano così, “ancore” appoggi, appigli per vite che hanno difficoltà a scegliere e a centrarsi su se stesse. Occorre perciò un “lavoro attivo” su se stessi in grado di cambiare le cose, perché il cervello -  sceglie sempre la cosa che trova più comoda, o la meno dispendiosa – e lasciato a se stesso continuerà al solito modo.

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*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.