Guida Galattica Per Autostoppisti. La trilogia in cinque capitoli.

Letture e Poesie del 10-03-2017
di Francesco Germani

Guida Galattica Per Autostoppisti. La trilogia in cinque capitoli.

"È un fatto importante, ancor che comunemente noto, che le apparenze molto spesso ingannano. Per esempio, sul pianeta terra, l'uomo ha sempre pensato di essere la specie più intelligente del pianeta, quando invece era la terza. Secondi in ordine di intelligenza: i delfini, i quali, alquanto singolarmente, erano a conoscenza da tempo dell'imminente distruzione del pianeta terra. Avevano tentato più volte di avvertire l'umanità del pericolo, ma i loro segnali venivano interpretati come simpatici tentativi di colpire il pallone o fischi per ottenere succulenti bocconcini. Così alla fine decisero di lasciare la terra coi loro mezzi. L'ultimo messaggio in assoluto venne interpretato come un incredibilmente sofisticato tentativo di doppio salto mortale rovesciato nel cerchio fischiando l'inno americano, ma in realtà il messaggio era questo: 'addio e grazie per tutto il pesce'.

"Geniale. Brillante. Visionario. Esilarante. Douglas Adams, precursore di moderni stereotipi di comicità, inventa la fantascienza dell'assurdo sensato, come mezzo di critica al mondo contemporaneo e futuro. Una critica aspra e tagliente attraverso l'espediente dell'alieno in termini di distacco dalla condizione umana, ma anche in termini di possibili tecnologie portate all'eccesso. Tutto quello che Matt Groening poi riprenderà nel superlativo Futurama nasce da qui. Arthur Dent, uno dei protagonisti del libro, si sveglia una mattina e scopre che fuori casa sua ci sono delle grandi ruspe gialle. Sono venute per abbattere la sua casa, che si trova proprio nel posto dove dovrà sorgere una tangenziale. Il suo amico Ford Prefect lo convince ad abbandonarla perché, in ogni caso anche la terra tra poche ore subirà lo stesso destino. Pare proprio che il nostro pianeta si trovi esattamente nel luogo dove sorgerà un’autostrada iperspaziale.Nonostante lo scetticismo iniziale di Arthur, i fatti lo porteranno a credere al suo amico.

"Una delle cose che Ford Prefect aveva sempre trovato difficile comprendere a proposito degli umani, era che questi avevano il vizio di affermare e ripetere cose assolutamente ovvie, come risultava evidente da frasi quali 'Che bella giornata!' O 'Come sei alto!' O 'Oddio, mi sembra che tu sia caduto in un pozzo profondo nove metri: ti sei fatto male?'.In un primo tempo Ford si era fatto una sua teoria per spiegare questo strano comportamento. Aveva pensato che le bocche degli esseri umani dovessero continuamente esercitarsi a parlare per evitare di rimanere inceppate. Dopo avere osservato e riflettuto alcuni mesi, Ford aveva abbandonato questa teoria per un’altra. Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca, corressero il rischio di cominciare a far lavorare il cervello.

"L'assurdità geniale di questo romanzo straniero inizia proprio da qui: tanto per iniziare, Ford Perfect non è terrestre, ma un alieno del pianeta Betelgeuse che si sta occupando di aggiornare la "Guida galattica per gli autostoppisti": una guida formato tablet (il romanzo è del 1979) che contiene al suo interno tutte le informazioni necessarie per viaggiare nell'universo; una sorta di enciclopedia Lonely Planet tascabile.I loro vagabondaggi spaziali li porteranno ad incontrare esseri alieni dalle caratteristiche più strane e inimmaginabili, come i Vogon, antipatici ed irascibili con un’insana tendenza a scrivere orribili poesie.Oppure a salire sulla nave spaziale di Zaphod Beeblebrox, alieno con due teste non esattamente in accordo tra loro, presidente del governo galattico imperiale, in fuga insieme all’umana Trilllian e a Marvin, un robot super intelligente (e, per questo motivo, super depresso e tragicomico).I tre sono alla ricerca del pianeta Magrathea, il leggendario luogo dove dovrebbero vivere coloro ai quali è stata commissionata la costruzione della terra.Non voglio svelarvi tutto, dico soltanto che una volta finito di leggerlo guarderete con occhi diversi asciugamani, vasi di petunie e capodogli.

"Curioso a dirsi, l'unico pensiero che attraversò la mente del vaso di petunie cadendo fu: 'Oh no. Un'altra volta!'"

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




POTREBBERO INTERESSARTI