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Se non arriva la soluzione Conte, salta il bando periferie e torna in discussione la posizione di Tiziana Nisini

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Se non arriva la soluzione Conte, salta il bando periferie e torna in discussione la posizione di Tiziana Nisini

E ora bisogna sperare nei tempi supplementari. L'ultima parola tocca al presidente Conte che ha fatto una promessa e le promesse, visto che non è un politico di professione, le dovrà mantenere. Arezzo al momento ha perso i soldi che il Governo precedente aveva assegnato. 17 milioni di euro, definiti sprezzatamente una marchetta da chi si è opposto all'iniziativa,  potevano permettere grandi cose e invece tutto adesso si è bloccato. O per meglio dire congelato visto che l'iter seguito dalla amministrazione, ha le carte in regola per rispettare i primi indirizzi annunciati. Non è un caso che gli emendamenti bocciati alla Camera, presentati dal deputato Maurizio D'Ettore (Forza Italia), raccoglievano l'appello lanciato dal sindaco Ghinelli. Se non dovessero arrivare questi soldi, si riapre un caso politico a Palazzo Cavallo. La posizione di Tiziana Nisini, assessore leghista nella squadra aretina, e senatrice del Carroccio, è molto delicata e torna in discussione. Lei al Senato ha votato il provvedimento che di fatto penalizza la Giunta dove lavora. Un dato che il gruppo Pd subito fece notare in Consiglio Comunale e non è un caso che la richiesta di dimissioni fu subito presentata come atto politico, perchè in definitiva, la scelta fatta aveva risposto ad una ragion di ...maggioranza. Ghinelli fu autore di una difesa di ufficio nella speranza che alla Camera l'iter fosse invertito, forte anche delle pressioni dei sindaci leghisti e del ruolo dell'Anci. Tutto questo non è avvenuto.  E i riflessi che si aprono possono essere laceranti. A meno che Conte non abbia pronto un decreto bis.