Il danno reputazionale: il rischio più temuto dal business mondiale

Salute e Bellezza del 19-09-2017
di Elisa Marcheselli

Il danno reputazionale: il rischio più temuto dal business mondiale

Quando parliamo di Web Reputation è fondamentale fare una premessa. I dispositivi elettronici le tecnologie, l’innovazione in generale di per sé non hanno nulla di negativo o pericoloso, ma l’elemento discriminante tra ciò che può essere positivo o negativo è l’uso che ne fanno le persone. Il fattore umano è ciò che calibra in un senso o nell’altro il risultato dell’uso delle tecnologie. Stiamo assistendo ad una vera e propria evoluzione comunicativa e relazionale. I cittadini del Web contribuiscono sempre più attivamente con i loro pareri, con le loro recensioni con i loro like ad orientare gli andamenti dei mercati commerciali, e non solo.Una ricerca interessante condotta su quasi 2000 manager di 63 paesi, appartenenti ad aziende pubbliche e private di 11 settori commerciali differenti ha dimostrato che il pericolo maggior mente percepito dai top manager è appunto il danno reputazionale. Al secondo posto l’aspetto più temuto è la crisi economica, per arrivare al decimo posto rappresentato dal timore dei cyber crime. Si stima che nel 2020 tra i primi dieci posti sia dilagata la paura delle tecnologie e dell’innovazione.Lo studio di Ace Group spiega che il primato guadagnato dalla paura del danno reputazionale sia dovuto al fatto che il 92% delle persone considera questo aspetto difficile da gestire, il 77% ha difficoltà a stimare e a quantificare in termini economici tale danno, il 68% ha difficoltà a reperire informazioni o consulenze in grado di fornire validi strumenti di prevenzione e gestione corretta del web, il 66% delle persone è consapevole di non proteggersi adeguatamente e percepisce una carenza di informazioni tecniche, il 56% della popolazione manageriale riconosce di aver avuto problemi reputazionali dovuti alla gestione dei social.La reputazione on line quindi ha a che fare con un costrutto importante a livello psicologico ovvero la credibilità e la fiducia che una persona trasmette all’esterno. Affidabilità ed immagine positiva fanno parte di un processo continua in continua evoluzione, che necessita di una assidua capacità attentiva verso la comunicazione utilizzata e tutti quei comportamenti relativi alla navigazione in rete. La gestione del proprio profilo social, le risposte ai commenti on line, la condivisione e la pubblicazioni di frasi immagini e video sono comportamenti che necessitano di rispettare best pratics che professionisti possono indicare. Esistono significativi esempi di come i danni reputazionali possono creare effetti nefasti sulle persone. L’esempio più tangibile è quello relativo al cyberbullismo, dove commenti negativi immagini e video compromettenti portano la vittima ad avere una reputazione cosi martoriata che tale identità distrutta può portare addirittura a togliersi la vita. La correttezza etico morale da mantenere on line dovrebbe essere una conseguenza logica dell’educazione comportamentale e relazionale che ognuno dovrebbe attuare nella propria vita   con se stesso con gli altri e con il mondo. Ma purtroppo non è sempre cosi. Il Web come sappiamo rende le persone molto più disinibite e più incline ad esporsi proprio perché i filtri che si frappongono tra l’Io del soggetto e l’interfaccia con il mondo creano un alone di rassicurazione e di anonimato che alimenta una logica autolegittimante nell’attuare comportamenti che violano le regole morali. Ne sono un esempio i cybercrime sempre più diffusi e ci pongono in grade stato di allerta: cyberbullismo, cyberpedofilia, reverenge porn, phishing, hate speech. È sempre più necessario diffondere una cultura empatica a discapito di una cultura dell’odio. È doveroso diffondere le giuste pratiche di condotta da mantenere on line sia per scopi educativi relativi al benessere e alla salute delle persone sia per scopi correlati ai vari business aziendali, per migliorare e salvaguardare gli sforzi stando al passo con l’innovazione.

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*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.



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