Una bollicina di stampo piemontese

Vino del 18-06-2017
di Lorenzo Cafissi

Una bollicina di stampo piemontese

Ciao a tutti,

E’ arrivato… il caldo torrido è giunto ad allietarci le giornate lavorative tanto amate in estate.Fortunatamente, quando si arriva a sera, assieme alla stanchezza, si manifesta solitamente una costante sete… ed è qui che magari lo stappare una bella bollicina si fa ancor più interessante.

Ebbene si, miei cari, il mio consiglio della settimana per rallegrare il vostro palato è proprio un Signor spumante della nostra penisola.

Sebbene i cugini francesi ci abbiano preceduto nell’eccellenza del Metodo Classico (meglio noto come metodo Champenoise), nel corso degli ultimi venti anni anche la spumantistica italiana ha fatto passi da gigante, proponendo molte etichette che non hanno assolutamente nulla da invidiare ai ben più noti prodotti nati nella prestigiosa zona Champagne.

All’estero la bollicina italiana è rappresentata quasi unicamente dal Prosecco per il suo gusto semplice ma soprattutto per il prezzo conveniente. Ma state molto attenti, l’Italia ha molto di più da offrire che un calice di Prosecco, seppur buono che sia.Nel nord Italia, infatti, si distinguono tre regioni ben predisposte alla produzione di bollicine d’eccellenza: il Piemonte, la Lombardia con la sua Franciacorta e la Trento DOC.Se le ultime due sono ben note poiché legate ai nomi più celebri come Ferrari nel caso trentino o Bellavista e Cà del Bosco per la Franciacorta, quello piemontese è un terroir quasi sconosciuto per i più.Eppure (udite udite) è proprio qui che nasce il Metodo Classico italiano agli inizi degli anni Venti con la Famiglia Gancia.

E’ il Piemonte il vero e primo artefice dello “Champagne Italiano”.

Proprio per omaggiare la storia di questa tradizione ho voluto scegliere una bollicina poco conosciuta ma che mi ha veramente colpito in tutta la sua armonia e freschezza.Proprio nel cuore di Gavi, infatti, nasce uno spumante sorprendente, frutto della passione e dell’amore per il territorio di Michele Chiarlo.

Il Metodo Classico Cuvée Pietro Chiarlo  rappresenta una bollicina originale ed affascinante che non stanca veramente mai. Un vino speciale questa Cuvée, dedicato al padre di Michele Chiarlo, Pietro, che già nel lontano 1923 era solito lavorare in una cantina di Canelli specializzata nella produzione di Metodo Classico, una tipologia di vino che ha fatto sempre parte della tradizione enologica piemontese.

Ottenuto da un mix curioso di uve Cortese e uve Chardonnay, questo metodo classico affina ben 30 mesi sui lieviti in bottiglia prima di poter essere commercializzato. Giallo Dorato con un perlate fine e di grande eleganza, questo spumante offre un naso veramente unico, con note di agrumi che si fondono a richiami tostati di nocciole e canditi e, sul finale, a fiori secchi e note minerali. In bocca è fresco, sapido e incredibilmente avvolgente.

Perfetto per i vostri aperitivi o per una cena tra amici a base di pesce o cucina mediterranea. Antidoto perfetto al caldo estivo!

Sullo scaffale (o almeno online) lo si può trovare attorno ai 20 euro.. ben spesi, fidatevi!

Da aggiungere c’è ben poco,

A presto ragazzi

Cheers!

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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