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Una canzone, tanti artisti, una sola anima: Personal Jesus

Musica del
di Lorenzo Diozzi
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Una canzone, tanti artisti, una sola anima: Personal Jesus

Nel 2003 il geniale produttore musicale Rick Rubin chiese a John Frusciante (ex chitarrista dei  Red Hot Chili Peppers) di suonare Personal Jesus dei Depeche Mode riducendola ad uno scheletro blues ed eliminando ogni parte della canzone che non fosse un puro e profondo suono di corde di chitarra. L’esperimento riuscì e sua maestà Johnny Cash aggiunse al brano la propria voce creando un vero capolavoro. Per ritmo e contenuti tematici blues questa versione sembra la vera identità della canzone e senza problemi potrebbe sembrare una composizione del Johnny Cash nel suo più recente periodo musicale. Come detto tuttavia essa è però una riuscitissima cover dei Depeche Mode che già pubblicarono la canzone nel 1989. La versione originale è parimenti un capolavoro. Se la cover di Cash è l’esempio perfetto di come sfruttare senza rovinare il ritmo di altri, la versione dei Depeche è l’esempio perfetto di come mescolare tra loro generi musicali ottenendo il meglio dalle loro sonorità. La canzone del ’89 è infatti un blues elettrico che testimonia grandi capacità di sperimentazione della band britannica. Ma la sperimentazione non sta solo nel ritmo ma anche nel testo che contiene una miscela di ambigue metafore tra amore e religione, tra poesia e provocazione. Il titolo che viene più volte ripetuto nel brano “Personal Jesus” è una citazione di Priscilla Presley (moglie di Elvis Presley) la quale descriveva il rapporto di amore che hanno due persone con le parole “essere Gesù per qualcun altro”, essere appunto un personal Jesus. Citare Priscilla Presley carica il testo della canzone di una tensione blues e rock che non solo suona benissimo con l’inconfondibile ritmo ma che anche si riallaccia perfettamente con la cover realizzata da Cash.

L’ambiguità del testo ha richiamato l’attenzione sulla canzone da parte di numerose band attive in ambito metal tra cui versione la più nota e riuscita è quella realizzata dai Marilyn Manson. La intensità del ritmo invece ha reso la canzone nota anche nell’ambito pop con l’utilizzo dell’inconfondibile sound da parte di Hilary Duff e Arisa (con risultati più o meno buoni). Da ricordare inoltre che vari riferimenti ai Depeche Mode e a questa canzone sono quasi incredibilmente contenuti nel film di fantascienza Matrix (premendo sul link si accede ad un breve estratto del film nel quale si può notare sia la citazione della canzone che il numero 101 che tra i tanti significati è un numero caro ai Depeche Mode).

 

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