Ritorno al mondo vegetale – Budino alle Violette

di Francesca Antonielli

Ritorno al mondo vegetale – Budino alle Violette

Ho iniziato questa rubrica un mese fa per riportare l’attenzione sul cibo semplice, genuino e sano che fonda le sue radici nelle più antiche tradizioni, fatte di osservazione della natura e rapporto di scambio con essa, di nutrimento reciproco. La scelta è sempre quella di seguire una linea vegetale, con ingredienti di facile reperibilità.

Anche oggi parleremo di un dolce, la cui ricetta proviene sempre da un taccuino medioevale che raccoglie ricette di tutta Italia, e i cui ingredienti sono una pura celebrazione della primavera. Si tratta di nuovo di un dolce, di un profumatissimo budino alle violette. E per assaporare questa ricetta al meglio faremo una breve passeggiata primaverile assieme!

E’ una meravigliosa giornata di sole, una di quelle giornate di primavera in cui tutti i profumi si svegliano lievemente, portati da un vento ancora fresco e frizzante e ovunque il verde brillante, quello tenero della vita nuova, si sveglia dal sonno invernale. Ecco, le prime a spuntare, in nome della primavera, sono spesso le violette, con il loro profumo intenso ed inebriante. Iniziano a costellare le zone ombrose e più protette dei prati e dei boschi, quasi a segnare sentieri verso altri mondi. Se se ne ha la possibilità, camminare in mezzo alle violette è un’esperienza fiabesca che può riportare ad un infanzia ormai dimenticata. E allora raccoglierne qualcuna e posizionare i suoi petali sotto la lingua susciterà in voi lo spirito della primavera. Per immortalare questo momento e ricordare quel sapore intenso, la ricetta medioevale del budino alle violette è quanto mai perfetta.

Così, dopo aver raccolto un pugno ben pieno di violette, correte a casa finchè son fresche e profumate e ponetele in una tazza d’acqua che avrete fatto bollire precedentemente. Dopo averle mescolate per un minuto scolatele, strizzatele e potete tagliarle a coltello dopo averle spolverizzate con un cucchiaino di zucchero oppure frullarle, fino ad ottenere una pasta abbastanza liscia ed omogenea. A parte in un tegame portate a bollore due tazze di latte di mandorle in cui mettete in infusione due o più stimi di zafferano (a piacere) che poi toglierete. Non appena bolle aggiungete 3 cucchiai di farina di riso setacciandola (se volete potete aggiungere anche un cucchiaino del moderno gelificante vegetale che è l’agar-agar) e zucchero a piacere e la pasta di violette, e continuate a mescolare con una frusta per almeno due minuti con fiamma viva, poi spegnete e continuate a mescolare bene per almeno altri tre minuti. Ora potete versare il composto nelle ciotole e le fate riposare per almeno un ora in frigo.

Se dopo la vostra meravigliosa passeggiata avete fretta di realizzare il vostro dolce o non riuscite a creare una pasta omogenea di violette, potete sempre trarre il meglio dal fiore mettendolo in infusione nel latte bollente, a lungo, poi le togliete e rimettete a bollire il latte prima di aggiungere la farina di riso setacciata, lo zucchero e magari un pizzico di vaniglia per esaltare la naturale dolcezza dello splendido fiore della violetta. Poi procedete come sopra e fate riposare in frigo. Servite decorando con violette fresche e sarete pronti a degustare un vero assaggio di dolce Primavera.


*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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