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Libertà, alta politica, bassa politica, democrazia

Curiosità del
di Luca Amodio
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Libertà, alta politica, bassa politica, democrazia

Il fine degli antichi era la revisione del potere sociale fra tutti i cittadini di una stessa patria. Il fine dei moderni è la sicurezza nei godimenti privati ed essi chiamano le libertà le garanzie a questo. Il rischio della moderna libertà è che, assorbiti nel godimento della nostra indipendenza privata e nel perseguimento dei nostri interessi particolari, rinunciamo con troppa facilità al nostro diritto di partecipazione politica.” In tal guisa, nella seconda decade del XIX secolo, Benjamin Constant smaschera dall'idiliaca ed ipocrita finzione l'emancipazione contemporanea mettendo in guardia le generazioni a venire.

Gli anni passano, in Francia Philippe Égalité prende le redini del paese e il giovane magistrato Alexis De Tocqueville posa la toga e si imbarca verso il nuovo mondo. Salpato con il pretesto di studiare il sistema penitenziario americano, torna in patria con un quaderno pieno di appunti su cui annotato tutt’altro. Rimaneggiati i fogli volanti, pubblica “La democrazia in America”: una nobile riflessione intorno a questo bambino in fasce destinato a divenire un gigante. Nondimeno, il significato dell’opera non si esaurisce qui: l’eredità dottrinale del saggio ci onora anche di un’estrosa analisi, sulla via solcata da Constant, concernente il rapporto tra libertà e democrazia

Il pensatore francese - prendendo positivamente atto della magnitudo delle trasformazioni culturali allacciate all’avvento del governo del demos - non si esime tuttavia dal paventare le complicazioni implicite nella sovranità popolare. Segnatamente, profetizza una folla innumerevole di uomini eguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari con i quali soddisfare tutti i loro desideri; ognuno dei quali è estraneo al destino di tutti gli altri, vive in se stesso e per se stesso. Un incubo, come egli stesso lo definisce, ove i cittadini - adesso storditi dal cieco e morboso self interesting volto esclusivamente al profitto economico - divengono apatici e passivi infischiandosene dell’indipendenza politica da loro conquistata. Dunque, qui dove gli individui sono omologati ma contestualmente atomizzati, perché svincolati da ogni forma di legame sociale, allora su costoro si eleverà il nuovo aspetto del dispotismo, il dispotismo della maggioranza: un potere immenso e tutelare il quale ama che i cittadini si divertano, purché non pensino che a divertirsi; che induce gli uomini a fare a meno della loro volontà spegnendo il loro animo

Il giurista non si ferma alla sola diagnosi della patologia, propone anche la cura. Per riattivare la partecipazione del singolo inibidento quella apoliticità che lo andrebbe a sopraffare, Tocqueville suppone la necessità di parcellizzare la vita politica attraverso un decentramento amministrativo cosicché vi sia maggior prossimità tra l’interesse privato e la cosa pubblica. L’attività sociale svolta nel comune, la più piccola arena del potere, è autentica e repubblicana in quanto, come sottolineerà anche John Mill, qui v’è un legame concreto tra il municipio, la cittadinanza e le problematiche del loco. 

Una nobile tesi filosofica avvalorata, anche in sede empirica, da varie ricerche politologiche: la bassa politica, in contrapposizione all’alta politica propria dei governi e dei parlamenti nazionali, è effettivamente caratterizzata da un più elevato dinamismo. Inoltre la dimensione urbana, stando alle parole degli scienziati politici, svolge una primaria funzione educativa ponendosi - per la sua spiccata attitudine a creare identificazione sia dell’elettorato attivo che passivo - quale terreno di formazione democratica. Alfine il local government, collaudando nuove logiche decisionali, rappresenta un fertile suolo per lo sviluppo di nuovi modelli di democrazia: vuoi secondo una dialettica deliberativa vuoi mediante negoziato

Dunque, mettiamo da parte l'inerzia e la paura, osiamo remare controcorrente nel mare del conformismo; mettiamo da parte il fatalismo e ripetiamoci che la vera libertà è partecipazione.  Avviamo  questo nuovo rinascimento proprio da sotto i nostri campanili, laddove ognuno di noi nutre  un autentico sentimento d'appartenenza. L'alternativa é la distopia di tocquevilliana memoria. Il futuro è nostro, a noi la scelta.