Architetture metalliche

Arte del 28-05-2017
di Michela Neri

Architetture metalliche

È stato nominato da Forbes tra gli 'influencer under 30' della categoria 'Arts' a livello mondiale. Si tratta di un giovane italiano ventinovenne, Edoardo Tresoldi, di origine lombarda.

La grande determinazione e il forte entusiasmo nello sperimentare soluzioni sempre nuove sono ciò che lo contraddistinguono, così come la capacità di confrontarsi costantemente con svariate discipline, tecniche e materiali, per portare avanti la sua ricerca e lasciare un segno.

Interessato fin da un giovanissimo all'arte e alla pittura, ha conseguito una formazione accademica all'istituto d'arte di Monza che gli ha conferito una preparazione rigorosa e metodica come quella di un architetto. Importante è stato il periodo romano in cui ha lavorato come scenografo cinematografico. È a Roma infatti che conoscerà a fondo l'importanza del materiale, afferma: “Qui ho imparato tutto. Sul campo ho acquisito le tecniche e compreso come scegliere e usare i materiali, come raggiungere un obiettivo nei giusti tempi e lavorare di squadra”. È l'incontro e la successiva collaborazione con lo street artist Gonzalo Borondo che sono stati probabilmente decisivi. Il contatto con l'artista spagnolo lo sprona verso una ricerca più profonda e personale, fino ad arrivare all'elaborazione di quel tratto originale che oggi lo caratterizza: opere a “fil di ferro”. Ci comunica: “La tecnica della rete metallica, che ho acquisito nel cinema, mi consente di creare opere che siano disegni nello spazio, capaci di dialogare con il contesto, piuttosto che occuparlo, puntando a una dimensione immateriale e immaginifica.”.

Affascinato dall'arte in tutte le sue forme e, convinto che questa “deve essere diretta, deve parlare un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti”, si pone come obiettivo quello di fornire al pubblico unaccesso democratico dell'opera. Egli interviene nello spazio pubblico e dunque c'è una grande responsabilità nei confronti del luogo e delle persone che lo vivono.

La maggior parte dei suoi lavori derivano da una particolare attenzione nei confronti dell'arte urbana. Le prime opere riguardano infatti sculture umane sparse nel contesto cittadino, a volte si tratta di collaborazioni con street artist di pitture murarie, tra queste possiamo citare quella all'università Bicocca di Milano, Chained, dove osserviamo che il dipinto bidimensionale di Gonzalo Borondo si fonde e con la tridimensionalità della scultura di Tresoldi, come se il disegno prendesse vita ed uscisse dalla parete.

L'artista matura con il tempo un forte interesse verso lo spazio circostante con il quale la scultura si relaziona. Questo fascino nei confronti del contesto lo ha condotto ad interagire con l'architettura, sottolineando il rapporto che questa ha con il paesaggio e con coloro che lo vivono. Nascono così le opere che hanno attirato l'attenzione del grande pubblico. Si tratta di reti metalliche che raffigurano architetture storiche, come fossero grandi reperti archeologici che vogliono riportare alla luce l'antico splendore perduto, per lasciare una testimonianza nuova al nostro patrimonio culturale. Un'idea originale e scenografica, una scelta tridimensionale permeabile e trasparente la cui leggerezza cattura lo sguardo, creando giochi di luci naturali diurne e artificiali notturne.

L'intervento di Siponto, in Puglia, ne è il primo esempio. Qui lo studio approfondito del luogo e della sua storia, nonché la stretta collaborazione con storici, restauratori e archeologi, ha permesso di restituire agli abitanti del luogo una basilica paleocristiana di cui erano rimasti pochi resti. Viene ricostruita in tutta la sua geometria attraverso fili metallici, in “wireframe” , un' operazione dettagliata e raffinata, comprensibile anche all'occhio più estraneo, restituendo la bellezza perduta attraverso nuove forme, mutate ma eterne.

Il grande successo lo porta ad uscire dal contesto nazionale. Nell'opera Baroque al festival musicale indie di Eaux Claires, Winsconsin, la struttura metallica diventa il tramite tra musica e spettatore, ci permettere di assistere ad una magnifica performance in cui musica e architettura si fondono assieme e dialogano tra loro. La trasparenza permette allo spettatore di avere una visione a 360 gradi, così che l'opera risulta permeabile da qualsiasi punto venga ammirata.

Gli ultimi lavori sono stati svolti negli Emirati Arabi, dove la differenza di clima, paesaggio e tradizioni lo hanno spinto verso una nuova ricerca. Ma lo vedremo ancora una volta nel panorama italiano, a Sapri, in occasione del festival "Derive", con un' installazione temporanea legata ad una performance musicale.

L'indipendenza nel campo artistico che è riuscito a mantenere e la caparbietà nell' uscire dagli schemi, lo hanno reso una delle persone più influenti al mondo, conclude: “Questa indipendenza mi ha permesso di rischiare. Senza il rischio, senza la sperimentazione, non può esserci avanzamento nella ricerca artistica”.

Parole da cui prendere spunto, uno stimolo a mettersi in gioco senza avere paura.

 

Foto tratta da https://www.edoardotresoldi.com/works/basilica-of-siponto/#&gid=1&pid=1 autore

 

*#TeletruriaGiovani è un nuovo progetto coordinato da Teletruria, nato dalla volontà di dare voce ai giovani. Il team di #TeletruriaGiovani è formato esclusivamente da ragazzi under 40 non giornalisti che, per il gusto di scrivere e per la passione di condividere le loro esperienze, hanno deciso di curare delle rubriche tematiche. I ragazzi sono tutti volontari e scelgono in autonomia i temi su cui scrivere.




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