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Parole inopportune di uno sponsor arrabbiato

Editoriale del
di Luigi Alberti
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Parole inopportune di uno sponsor arrabbiato

E' un imprenditore importante il signor Luigi  Mansi. La figlia Antonella è stata ai vertici di Confindustria e anche della Fondazione Mps. Mansi ha la passione per il calcio e sponsorizza la squadra del Gavorrano. Una società che ha fatto i salti mortali per arrivare alla Serie C. Facendo una debita comparazione si tratta di una sorta di Chievo della categoria. Gavorrano, un centro di 7mila abitanti ha sempre onorato la sua presenza nel calcio regionale. Poi il salto nei professionisti. E qui le cose sono mutate. Serve uno stadio, che il piccolo centro che apre le porta alla Maremma, non ha. Da qui il trasferimento nella vicina Grosseto. Il campionato del Gavorrano parla da solo. Le difficoltà sul campo si sono manifestate fin dall'inizio. Non potevano cercare la luna in Maremma. Poi la scossa, l'arrivo di un nuovo allenatore e dei risultati importanti. Della serie, ci siamo e non vogliamo mollare. Tutto legittimo. Poi è arrivata la polemica che non ti aspetti. Mansi ha sparato a zero contro l'Arezzo dopo i torti subiti a Pontedera. Un attacco gratuito e senza senso. In pratica, forse ispirato da chi calcisticamente gli sta accanto, è tornato sulla cantilena di questi giorni, visto che altre società hanno tentato di maramaldeggiare sul cavallino per le note vicende. Parlare di campionato falsato ci è sembrato sgradevole, ingiusto e poco sportivo. E' vero, l'Arezzo ha avuto dirigenti non all'altezza, ma è riuscito a darsi un contegno e una dignità che merita rispetto. Avere ottenuto l'esercizio provvisorio non è stato un regalo, ma una conquista. E proprio per salvaguardare quello che Mansi dice, che il campionato non doveva perdere gli amaranto. Caro Mansi, legittima la sua incazzatura per i fatti di Pontedera, ma non mischi troppo le cose. La salvezza si conquista sul campo e in casa Arezzo sanno bene cosa li aspetta. "Siamo della partita e ci giochiamo tutto" , ha detto Massimo Pavanel - Mansi pensi alle fortuna della sua squadra e non alle vicissitudini dell'Arezzo. Quelle sono di nostra pertinenza. Sabato sicuramente non sarà ospite gradito. Forse è meglio che si guardi la partita nel suo persona computer. Le parole spesso hanno effetti collaterali e Mansi non ha più l'età di un ragazzino. La cosa clamorosa che Luigi Mansi non è neanche un tesserato del Gavorrano. In società il figlio Lorenzo è il vice presidente. Parole dunque di un tifoso che mette i soldi. ll calcio è vero che fa strani effetti. Spesso negativi.